MARCINELLE. SPAGNOLO (FNV): RICORDARE È TRIBUTO DOVERE E RESPONSABILITÀ
(ACON) Trieste, 7 ago - "Dopo settant'anni ricordare la
tragedia di Marcinelle ha un grande significato, ci parla di
immenso dolore, rispetto e sacrifico, memoria e responsabilità".
Sono le parola della consigliera regionale Maddalena Spagnolo
(Futuro nazionale), che in una nota rievoca quanto accaduto l'8
agosto 1956, nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in
Belgio, dove 262 minatori persero la vita.
"Fu uno dei più gravi disastri minerari per l'emigrazione
italiana - rammenta Spagnolo -, il terzo, per la precisione.
Delle 262 vittime, 136 erano italiani, 7 friulani: Pietro Basso
di Fiume Veneto, Mario Buratti di Udine, Ruggero Castellani di
Ronchis, Lorenzo De Santis di Flaibano, Ferruccio Pegorer di
Azzano Decimo, Ciro Piccoli di Povoletto, Armando Zanelli di San
Giorgio di Nogaro".
"L'emigrazione italiana del dopoguerra - prosegue la nota - non è
stata solo una storia di partenze e non può essere equiparata,
come troppo spesso accade, a fenomeni attuali: è stata una
vicenda nazionale oltre che umana, una storia di sacrifici, di
obblighi, di diritti da concepire prima ancora che da difendere".
"Da quella tragedia - sottolinea l'esponente di Fnv - nacque la
considerazione dei diritti dei lavoratori all'estero, della
dignità delle persone che lavorano e della necessità di sicurezza
nei luoghi di lavoro, oltre che la cessazione degli accordi
dell'epoca tra Italia e Belgio".
"La memoria di quanto accaduto allora è un tributo al sacrificio
di quegli emigrati ed è un dovere e una responsabilità, perché
l'impegno a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro sia
davvero perseguito sempre, insieme al rispetto per la dignità
umana", conclude Spagnolo.
ACON/COM/aa