CACCIA. CAPOZZI (M5S): FAUNA COLPITA DAL CLIMA, RINVIARE L'APERTURA
(ACON) Trieste, 13 ago - "La risposta della politica sulla
tutela della fauna non può essere quella di aumentare la
pressione su di essa ma, piuttosto, quella di proteggerla. Gli
animali hanno bisogno di habitat e di acqua, non certamente di
essere inseguiti e abbattuti. Proprio per questo motivo, a fronte
dell'invito rivolto alla Regione dal coordinamento regionale del
Partito animalista italiano del Friuli Venezia Giulia, esprimiamo
piena condivisione e sostegno alla richiesta che propone di
rinviare, almeno fino al mese di ottobre 2026, l'apertura della
stagione venatoria prevista per settembre".
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) non
ha dubbi nel supportare l'appello rivolto all'Esecutivo Fvg dal
Partito animalista italiano e, attraverso una nota, ricorda che
"arriva proprio in un momento delicatissimo in cui non possiamo
ignorare quanto accaduto e quanto sta accadendo sul nostro
territorio".
"Abbiamo assistito a settimane caratterizzate da temperature
estremamente elevate, siccità e incendi che hanno messo a dura
prova gli ecosistemi e la fauna selvatica. Gli animali - aggiunge
la Capozzi, più volte intervenuta su questo tema - hanno già
dovuto affrontare condizioni ambientali difficilissime,
caratterizzate da scarsità d'acqua, riduzione delle risorse
alimentari, perdita e alterazione degli habitat, nonché da uno
stress ambientale significativo".
"In questo scenario, drammatico a livello ambientale, troviamo
profondamente sbagliato pensare di aggiungere anche un'ulteriore
pressione esercitata dall'attività venatoria. La fauna selvatica
- precisa l'esponente pentastellata - non costituisce una risorsa
da sfruttare, né tantomeno un bersaglio su cui esercitare
un'attività ricreativa. È composta da esseri viventi che devono
essere tutelati, soprattutto quando le condizioni ambientali li
rendono ancora più vulnerabili. Non possiamo, perciò, continuare
a considerare la caccia come una pratica intoccabile, ignorando
l'evoluzione climatica e le crescenti pressioni che gravano sugli
ecosistemi. Il rinvio dell'apertura della stagione
rappresenterebbe quantomeno un atto di prudenza e di rispetto nei
confronti degli animali e dell'ambiente".
"Chiediamo quindi alla Regione Fvg - ribadisce la consigliera -
di prendere seriamente in considerazione l'invito del
coordinamento regionale del Partito animalista italiano e di
valutare, nell'ambito delle proprie competenze e del quadro
normativo vigente, il rinvio dell'apertura della stagione
venatoria, almeno fino a ottobre. Se davvero vogliamo parlare di
tutela della biodiversità, dobbiamo avere anche il coraggio di
mettere in discussione una pratica che comporta l'abbattimento di
animali selvatici".
ACON/COM/rcm