CASE COMUNITÀ. CELOTTI (PD): SENZA CONFRONTO RIFORMA RESTA SULLA CARTA
(ACON) Trieste, 24 ago - "Senza medici e senza confronto la
riforma sulle Case della comunità è destinata a restare sulla
carta. Il dibattito sulle strutture di Udine e Tarcento, così
come gli interventi dei sindacati confermano le criticità che
denunciamo da oltre un anno: manca un progetto condiviso, manca
il confronto con i professionisti e non è ancora chiaro come si
voglia riorganizzare davvero la sanità territoriale". Lo afferma
la consigliera regionale del Pd Manuela Celotti, intervenendo con
una nota sulle difficoltà emerse attorno all'avvio del nuovo
sistema.
"Mentre l'assessore Riccardi continua a inaugurare strutture -
osserva Celotti - dai territori arrivano purtroppo segnali molto
diversi, che dicono dell'assenza di un confronto vero e che
sollevano dubbi sul funzionamento delle strutture. È la conferma
del fatto che non basta cambiare la targhetta sulla porta dei
servizi distrettuali".
Le Case della comunità, spiega la consigliera dem, "dovrebbero
rappresentare un vero salto di qualità nell'assistenza
territoriale: garantire presa in carico e continuità
assistenziale, integrazione tra sanità e sociale, maggiore
accessibilità e diagnostica di primo livello, soprattutto per le
persone anziane, fragili e con patologie croniche. Per farlo
servono medici di medicina generale organizzati in equipe stabili
e realmente coinvolti nella progettazione dei servizi".
Secondo Celotti "se i professionisti che dovranno far funzionare
le Case della comunità non vengono coinvolti davvero, è difficile
che possano considerare questa trasformazione un'opportunità e
contribuire a realizzarla".
E ancora, aggiunge, "quello che emerge oggi è il risultato di una
grande assenza di programmazione e confronto. Non possiamo
riorganizzare la sanità territoriale senza progettare i nuovi
servizi insieme ai medici di medicina generale, al personale
infermieristico, per arrivare ai Servizi sociali, al Terzo
settore e alle Amministrazioni comunali, tutti soggetti che
andavano coinvolti almeno un anno fa. Le Case della comunità
potevano davvero rappresentare una svolta per il Friuli Venezia
Giulia. Il rischio - conclude Celotti - è che restino strutture
vuote di contenuti innovativi e che quindi la riforma
territoriale si chiuda al ribasso".
ACON/COM/aa