CONFINI. GRUPPO PD: CDX METTA FINE AI CONTROLLI FARSA
(ACON) Trieste, 25 ago - "La decisione di sospendere Schengen e
ripristinare i controlli alla frontiera con la Slovenia (legata
al pericolo terroristico e che doveva durare pochi mesi) si è
rivelata inutile, non funzionale, riprendendo le parole del
sindaco Dipiazza, una sceneggiata: il Pd lo dice da tempo. Gli
stessi distinguo, più o meno timidi, dei sindaci di Trieste e
Gorizia sono stati finora inefficaci ed è ora che anche il
centrodestra a Roma e Trieste, da Meloni a Fedriga, si renda
conto dell'inutilità di questa farsa buona solo alla propaganda".
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali del Partito
democratico entrando nel dibattito sul mantenimento della
sospensione del trattato di Schengen al confine tra Italia e
Slovenia.
"Un territorio transfrontaliero come il nostro non può essere
penalizzato da misure che nascono come temporanee ma diventano
strutturali, senza portare reali benefici in termini di
sicurezza" continuano gli esponenti dem sostenendo che "la
priorità deve essere l'impiego di nuovi agenti all'interno delle
città e per i servizi di quartiere e l'incremento del personale
di polizia ben oltre le quote attuali, non quello di prevedere
presidi statici ai confini che, pur formalmente non sottraendo
forze dell'ordine al controllo del territorio urbano, si rivelano
solo operazioni di facciata".
"In particolare - si legge nella nota - i consiglieri del Pd
chiedono il ritorno alla piena libertà di circolazione, quindi la
necessità di ripristinare il normale regime Schengen al confine
italo-sloveno. Quanto ai controlli statici, affermano che i
presidi fissi ai valichi principali sono poco efficaci perché i
flussi tendono a deviare sui valichi secondari o sulle zone
boschive. Le stesse operazioni di arresto di trafficanti di
esseri umani sono frutto del lavoro di prevenzione e intelligence
delle nostre forze dell'ordine".
"Tutto questo - concludo i consiglieri del Gruppo Pd - mentre
restano sguarnite intere porzioni di territorio urbano dove
esistono fenomeni di microcriminalità che minano la sicurezza dei
cittadini e gli allarmi dei sindacati di polizia maggioritari, a
Roma rimangono inascoltati".
ACON/COM/rm