CONFINI. CAPOZZI (M5S): SICUREZZA NON PASSA DALLO STOP A SCHENGEN
(ACON) Trieste, 25 ago - "Le dichiarazioni del sindaco di
Trieste, Roberto Dipiazza, sono, almeno per una volta,
stranamente condivisibili. È infatti estremamente significativo
il fatto che, proprio da un esponente della Destra, arrivi
finalmente il riconoscimento di una realtà che il Movimento 5
Stelle denuncia da tempo: la sospensione di Schengen non
rappresenta una risposta efficace alle esigenze di sicurezza ma,
al contrario, rischia di costituire soprattutto uno strumento di
propaganda e di consenso elettorale".
Lo rimarca, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che
prende la parola in seguito alle dichiarazioni tematiche del
primo cittadino del capoluogo regionale.
"Il punto politico, tuttavia, è ancora più evidente: queste
politiche sembrano servire soprattutto a tenere in vita un mantra
della Destra - aggiunge l'esponente pentastellata - che mostra,
ormai, tutte le sue debolezze. Ossia, quello che lega
indissolubilmente sicurezza e immigrazione. Un binomio ripetuto
come una formula elettorale, attraverso il quale si pretende di
far credere che più controlli ai confini e più restrizioni alla
libera circolazione significhino automaticamente maggiore
sicurezza. Nella realtà, però, non è così".
"La sicurezza dei cittadini - prosegue la consigliera -
costituisce una priorità assoluta e non può essere certamente
ridotta a slogan, annunci o operazioni mediatiche. Se una misura
non produce risultati concreti, ma genera invece disagi
quotidiani, costi e impiego di risorse pubbliche, allora è
doveroso interrogarsi sulla sua reale utilità".
"La sospensione, di fatto, di alcuni principi fondamentali
dell'area Schengen viene giustificata dall'Esecutivo - precisa
Capozzi - con esigenze di contrasto all'immigrazione irregolare e
alla minaccia terroristica. È perciò più che lecito chiedersi
quali risultati concreti abbiano prodotto questi controlli e
quale sia il loro effettivo rapporto tra costi e benefici.
Soprattutto quando rischiano di sottrarre risorse e personale
delle forze dell'ordine al presidio ordinario del territorio. Il
problema è che si continua a confondere la percezione della
sicurezza con la sicurezza reale. E, mantenere artificialmente
questo binomio tra immigrazione e sicurezza, consente di
alimentare paure e di trasformarle in consenso politico, anche
quando le misure adottate non offrono risposte adeguate ai
problemi che dichiarano di voler affrontare".
"A pagare il prezzo più alto - sottolinea la rappresentante del
M5S - sono soprattutto i cittadini e le comunità di confine. In
Friuli Venezia Giulia, migliaia di lavoratori transfrontalieri
sono costretti quotidianamente a fare i conti con rallentamenti,
code e disagi negli spostamenti verso il proprio posto di lavoro
con serie conseguenze sulla qualità della vita e sull'economia
dei territori. Se, oggi, anche esponenti della Destra iniziano a
riconoscere che la sospensione di Schengen non è la soluzione,
allora sarebbe il momento di trarre una conclusione politica
chiara: non si può continuare a utilizzare i confini come
palcoscenico per alimentare un racconto elettorale ormai logoro".
"La sicurezza - ribadisce ancora Capozzi - non si garantisce
creando disagi alle persone che attraversano quotidianamente il
confine per lavorare, studiare o vivere. Si garantisce con una
maggiore cooperazione tra gli Stati, con forze dell'ordine
adeguatamente dotate di personale e strumenti, con un controllo
efficace delle frontiere esterne dell'Unione europea e con un
rafforzamento delle attività investigative e di intelligence.
Sono dunque necessarie politiche europee condivise e strumenti
realmente efficaci, non sospensioni indefinite e annunci ad
effetto".
"Il tema della sicurezza merita serietà, non propaganda! E,
soprattutto, merita di essere sottratto al ricatto del binomio
'sicurezza e immigrazione', che la Destra continua a riproporre
come un mantra, nonostante la sua crescente incapacità di
tradursi in soluzioni concrete. Se anche da Destra arriva oggi il
riconoscimento che certe misure non servono, allora è proprio
arrivato il momento - conclude Capozzi - di abbandonare la
propaganda per tornare alla realtà: Schengen va difeso, la
sicurezza va garantita e le politiche sull'immigrazione vanno
affrontate con strumenti seri, europei ed efficaci, non
attraverso emergenze permanenti costruite per alimentare
consenso".
ACON/COM/sm