CONFINI. MORETUZZO-MASSOLINO (PATTO): DIPIAZZA AMMETTE FARSA CONTROLLI
(ACON) Trieste, 25 ago - "Finalmente anche il sindaco di Trieste
Roberto Dipiazza dice con chiarezza quello che sosteniamo da anni
e che è evidente a chiunque: i controlli alla frontiera
italo-slovena non servono a niente. Sarebbe ora che la
maggioranza in Regione e al Governo la smetta di fare costosa
propaganda con soldi pubblici".
Così in una nota Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino, Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, a margine delle dichiarazioni del sindaco
di Trieste riportate oggi dalla stampa.
"Dipiazza nei fatti - prosegue la nota - ha solo evidenziato
quello che per tutte e tutti noi che viviamo sul territorio di
confine è ovvio: solo pochi degli oltre 200 chilometri di
frontiera sono presidiati. I controlli sono costosi, sottraggono
personale al presidio del territorio e continuano a creare disagi
alle migliaia di persone che ogni giorno attraversano il
confine".
"Alla nostra interrogazione in Consiglio regionale - aggiungono i
due esponenti autonomisti - la Giunta non è stata neppure in
grado di fornire un quadro complessivo della spesa, che secondo
gli organi di informazione supera i 20 milioni di euro. Quanto ai
risultati, ci è stato indicato il dato di 280 arresti, un numero
in linea con i dati precedenti al loro ripristino. Per contro,
sarebbero 341 le unità di personale sottratte alle attività
ordinarie di presidio del territorio che si vede in grave
sottorganico, come denunciamo da tempo, mentre gli stessi
promotori della misura continuano a descrivere una situazione di
emergenza incompatibile con il decantato successo della stessa".
"Ma al di là dell'inefficacia - affermano Moretuzzo e Massolino -
da sempre condanniamo il portato simbolico della misura. Il
Regolamento Schengen prevede i controlli alle frontiere interne
come una misura di extrema ratio, giustificata da minacce gravi e
concrete, motivo per cui l'Unione europea ha già minacciato
l'Italia di pesanti sanzioni. Per questo le parole del sindaco
della città di arrivo della Rotta Balcanica devono essere
ascoltate: ora basta davvero".
"Se - concludono i due consiglieri regionali - anche chi ha
sostenuto a lungo questa politica riconosce che i controlli non
servono, la Giunta regionale e il Governo devono fare finalmente
un passo indietro e investire quelle risorse dove servono
davvero: nel presidio delle città e dei territori, nella
sicurezza delle persone, nella cooperazione transfrontaliera e in
un'Europa unita. Schengen non è un problema da risolvere, ma una
delle più importanti conquiste dell'integrazione europea da
difendere".
ACON/COM/rm