MIGRANTI. NOVELLI (FI): SERVE CENTRO PER SCREENING E IDENTIFICAZIONE
(ACON) Trieste, 26 ago - "Il vecchio modello di hotspot è
superato? Bene. Il punto politico è questo: è superata la
necessità di sapere rapidamente chi entra, chi ha diritto a
restare e chi deve essere rimpatriato? Qualcuno pensa sia
superata l'urgenza di dare risposte sul fronte della sicurezza e
dell'immigrazione? Possiamo immaginare di riversare flussi che
assumono le proporzioni di un esodo sui singoli territori?".
Così in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza
Italia, premettendo che "l'obiettivo è risolvere i problemi, le
polemiche sulle denominazioni e sulla paternità politica non ci
interessano", rilancia la sua proposta: "utilizzare fino in fondo
gli strumenti del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo,
operativo dal 12 giugno".
"Il nuovo regolamento sullo screening - spiega Novelli - prevede,
nei casi stabiliti, identificazione, biometria, controlli di
sicurezza, verifiche sanitarie e delle vulnerabilità e successivo
indirizzamento verso la procedura appropriata. Lo screening
interno deve normalmente concludersi entro tre giorni e può
essere svolto in una struttura adeguata individuata dallo Stato.
Proprio in questo contesto il Fvg può inserirsi".
"Il Governo - aggiunge il forzista - ha già compiuto un passo
importante: con il decreto pubblicato il 10 agosto, Udine e
Pordenone sono state inserite nel nuovo sistema delle zone di
frontiera e transito per le procedure accelerate. A Udine è stata
inoltre rafforzata la struttura amministrativa dedicata. Per
questo chiedo di valutare il passo successivo: un centro
regionale di screening e identificazione del Friuli Venezia
Giulia".
"L'idea - afferma Novelli - è costituire una struttura operativa
nella quale concentrare, nei casi previsti dalla legge,
identificazione, fotosegnalamento e biometria, controlli di
sicurezza e sanitari, consultazione delle banche dati e
individuazione della procedura applicabile. Dopo lo screening,
ciascuno deve essere indirizzato rapidamente verso il percorso
previsto: protezione internazionale, procedura accelerata quando
ne ricorrano i presupposti, trasferimento verso lo Stato
competente oppure rimpatrio quando non esista un titolo a
rimanere. Quindi, nessun rischio che queste strutture diventino
un parcheggio permanente. Soprattutto, stop ai controlli fai da
te con autocertificazioni assurde e ridicole".
Secondo il consigliere azzurro "sul confine orientale serve
precisione: non sostengo che ogni persona rintracciata dopo il
passaggio dalla Slovenia debba essere automaticamente trattata
come entrata dalla frontiera esterna dell'Ue. Ma il nuovo sistema
europeo disciplina anche lo screening interno delle persone
rintracciate irregolarmente sul territorio nei casi previsti".
"Senza una struttura organizzata - conclude Novelli - dedicata
all'identificazione, ai controlli e alla prima gestione,
rischiamo di essere travolti dall'emergenza e ricadere nella
trappola dell'accoglienza diffusa. Se l'Europa chiede rapidità e
tracciabilità, se il governo italiano sta facendo il possibile
per dare risposte, come regione di confine abbiamo la possibilità
e il dovere di interpretare un ruolo proattivo e avvalerci di
tutti gli strumenti introdotti in questi mesi. Non solo la
proposta non è superata, quindi, ma accoglie gli elementi
innovativi e li utilizza per dare una risposta ai cittadini".
ACON/COM/rm