COMPARTO UNICO. MARTINES-POZZO (PD): SU RINNOVO AUTONOMIA DA TUTELARE
(ACON) Trieste, 27 ago - "La certificazione negativa della
Corte dei conti sul rinnovo del contratto del Comparto unico
limita di fatto l'autonomia negoziale della Regione Friuli
Venezia Giulia, che deve poter decidere in modo responsabile come
utilizzare le proprie risorse, anche per valorizzare il personale
e rendere più attrattivo il lavoro pubblico per le nuove
generazioni". Lo affermano in una nota i consiglieri regionali
Francesco Martines e Massimiliano Pozzo (Pd), in merito allo stop
da parte della Corte dei conti alla certificazione dell'ipotesi
di contratto 2022-2024 del Comparto unico della Regione Friuli
Venezia Giulia.
I consiglieri evidenziano che "così facendo, pur nel rispetto
delle valutazioni della Corte, si rischia di rendere il settore
pubblico ancora meno attrattivo per i giovani, proprio nel
momento in cui servirebbe investire sulla capacità di reclutare
nuove competenze in una pubblica amministrazione chiamata a
essere innovativa e capace di offrire servizi migliori. Anche
oggi si registra, per esempio, come il Nordest sia tra le aree
più in difficoltà nell'attrarre giovani, anche a causa del costo
della vita più elevato rispetto ad altre parti d'Italia e di
livelli salariali bassi e fermi".
Martines e Pozzo ricordano inoltre che "parliamo di un contratto
scaduto da quattro anni, con legittime aspettative da parte dei
lavoratori e delle rappresentanze sindacali. Punti centrali della
preintesa, come l'aumento salariale, il welfare di 800 euro e
l'incremento dei buoni pasto da 7 a 10 euro, non sono misure
straordinarie, ma atti dovuti, tenuto conto dell'inflazione e del
blocco che la pubblica amministrazione ha subito per anni,
considerata sempre come costo e mai come attore fondamentale per
il rilancio del Sistema Paese".
Nel Comparto unico, continuano i dem, "resta essenziale anche la
perequazione degli stipendi per sostenere i Comuni nel reperire
nuove professionalità, contabili, tecniche e amministrative, come
gli enti locali richiedono con forza. Per questo la Regione deve
rivendicare con chiarezza la propria autonomia e individuare una
soluzione che consenta di procedere al rinnovo".
"La Regione - concludono Pozzo e Martines - deve motivare con
chiarezza la sostenibilità economico-finanziaria delle scelte,
tenendo conto che, rispetto ai contratti nazionali, il Friuli
Venezia Giulia dispone di un'autonomia finanziaria che può e deve
essere utilizzata anche per investire sulle risorse umane. Solo
così si conferma la capacità di avere un'amministrazione pubblica
che concorre alla specialità regionale e a risultati nelle
proprie competenze riconosciuti anche dallo Stato".
ACON/COM/aa