CASE COMUNITÀ. FASIOLO (PD): BASTA VETI, BISOGNA COLLABORARE
(ACON) Trieste, 28 ago - "Per arrivare all'obiettivo comune di
avviare e rendere davvero operative le Case della comunità è
necessaria collaborazione, non contrapposizione e veti".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd) intervenendo nel dibattito sulle Case della comunità
ricordando che "la loro attuazione rappresenta una sfida
complessa ma decisiva per il futuro della sanità territoriale".
"Il carico di lavoro dei medici di medicina generale - sottolinea
Fasiolo - è cresciuto da anni per l'invecchiamento della
popolazione e l'aumento delle patologie croniche, mentre il picco
dei pensionamenti tra il 2022 e il 2027 era ampiamente previsto.
Per questo giudico sorprendente la posizione del direttore
generale di Asufc, Denis Caporale, che richiama i sindacati dei
medici a un maggiore impegno nelle Case della comunità,
dimenticando che proprio grazie alle sigle più rappresentative,
in particolare la Fimmg, si è giunti all'accordo nazionale che ha
reso possibile l'avvio del modello. Senza quell'intesa si sarebbe
rischiato di ricorrere a esternalizzazioni e gettonisti,
snaturando la funzione delle strutture".
La consigliera dem invita quindi "a non demonizzare le richieste
dei medici, che chiedono criteri più flessibili e un confronto
reale sulle diverse situazioni professionali. In molti hanno in
carico oltre 1.500 assistiti e operano in un contesto di forte
pressione, con cittadini costretti a rivolgersi agli Asap. Toni
verticisti e poco attenti alla fatica quotidiana dei medici di
base non aiutano né l'implementazione delle Case della comunità
né il lavoro di mediazione tra le parti, in un clima già reso
difficile dalle minacce di dimissioni di diversi professionisti".
Fasiolo richiama inoltre "la necessità di dare piena attuazione
al dm 77, accelerando l'organizzazione delle strutture e
rafforzando gli strumenti previsti: infermiere di famiglia e
comunità, Centrali operative territoriali, numero 116117, Unità
di continuità assistenziale, medicina di iniziativa. Il Pnrr ha
investito sulla presa in carico della persona e sui progetti
integrati tra medici di famiglia e specialisti. Ora serve una
svolta organizzativa che non può essere imposta dall'alto, ma
costruita insieme".
"Le criticità - conclude l'esponente del Pd - sono note da tempo:
carenza di medici di famiglia, massimali troppo elevati,
difficoltà di ingresso dei giovani, mancata attuazione dei tavoli
tecnici previsti dal dm 77. Il tema del come e del con chi
organizzare le ore dei medici nelle Case della comunità va
affrontato con serenità e trasparenza, adattando le decisioni
nazionali alle realtà territoriali e favorendo un clima che
sostenga, e non ostacoli, il decollo delle nuove strutture".
ACON/COM/rm