SALUTE. CAPOZZI (M5S): DUBBI SU RINNOVO CONVENZIONE CON UDINESE CALCIO
(ACON) Trieste, 1 set - "La collaborazione con l'Udinese Calcio
Spa può certamente costituire una significativa opportunità ma,
prima di tutto, rimane comunque intoccabile il diritto dei
cittadini del Friuli Venezia Giulia alla salute e a una sanità
pubblica che funzioni nei tempi dovuti".
Lo evidenzia, intervenendo attraverso una nota stampa, la
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che
prende nuovamente la parola sul delicato tema della salute per
evidenziare che "il Servizio sanitario regionale deve fare i
conti con una forte carenza di medici specialisti, anche in
ortopedia, nonché con liste d'attesa che continuano a
rappresentare un serio problema per i cittadini. In questo
complicato contesto desta perciò concreti interrogativi il
rinnovo della convenzione tra Asufc e Udinese Calcio Spa, che
prevede l'impiego di dirigenti medici specialisti in ortopedia
per complessive 360 ore, al di fuori dell'orario di servizio".
"Non mettiamo certamente in discussione l'opportunità di una
collaborazione con una società sportiva professionistica. La
questione è, piuttosto, un'altra: è davvero opportuno - aggiunge
l'esponente pentastellata, che ha depositato un'interrogazione
tematica negli uffici dell'Assemblea legislativa Fvg -
utilizzare, in una situazione di evidente carenza di specialisti
e di liste d'attesa così pesanti, i medici del Servizio sanitario
pubblico per attività convenzionate con un soggetto esterno?".
"È proprio questo che chiediamo di chiarire all'Esecutivo
regionale - precisa Capozzi - attraverso i contenuti della nostra
interrogazione: quanti professionisti sono coinvolti, quante ore
vengono dedicate alla convenzione e, soprattutto, quale
valutazione sia stata fatta sull'impatto di questa attività sulla
disponibilità di specialisti e sulla conseguente possibilità di
ridurre le liste d'attesa".
"Siamo inoltre interessati ad appurare - domanda ancora la
rappresentante del M5S, rivolta alla Giunta Fvg - quante visite e
consulenze siano state effettuate dal 2020 a oggi, durante le 360
ore annue previste dalla convenzione e a quanto ammontino i
corrispettivi riconosciuti ad Asufc. Allo stesso tempo, è
necessario sapere anche quante visite in lista d'attesa in più si
sarebbero potute effettuare nei tempi stabiliti, qualora i
professionisti coinvolti in tale convenzione fossero stati
attivati dall'Azienda con tale obiettivo e, infine, in quale
orario vengono svolte le sedute ambulatoriali settimanali di
visite ortopediche per i tesserati".
"Se esistono realmente risorse professionali disponibili, la
priorità - conclude Capozzi - dovrebbe essere sempre quella di
garantire ai cittadini le visite nei tempi previsti".
ACON/COM/sm