TAGLIAMENTO. CAPOZZI (M5S): AVVIATO IN RITARDO ITER LAVORI BASSO CORSO


TAGLIAMENTO. CAPOZZI (M5S): AVVIATO IN RITARDO ITER LAVORI BASSO CORSO

02.09.2026
16:09
(ACON) Trieste, 2 set - "Proprio nel giorno in cui l'intera comunità regionale ricorda i tragici eventi alluvionali del 1965 e del 1966, siamo in grado di informare la cittadinanza di Latisana e Lignano che, dopo ben dieci anni dallo stanziamento delle risorse necessarie alla loro realizzazione, sono partite le gare per assegnare i servizi di ingegneria per i lavori di rialzo e diaframmatura di un tratto dell'argine sinistro del fiume Tagliamento e per il rialzo del ponte stradale di Latisana. Non sappiamo, però, quanto questo possa costituire un bene o un male per i cittadini interessati". La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), attraverso una nota stampa, informa degli ultimi appalti avviati per le opere di mitigazione del rischio idraulico nel basso corso del fiume Tagliamento, oltre a quello per la redazione del documento di fattibilità che deve prevedere le alternative alle opere di sbarramento a monte di Latisana.

"Permangono alcuni aspetti ancora da chiarire e che saranno oggetto - aggiunge l'esponente pentastellata, assicurando il suo diretto interessamento - di ulteriori nostre interrogazioni alla Giunta Fedriga su queste specifiche vicende: non solo per il costo del ponte, che negli ultimi otto anni è passato da 18 a 43 milioni di euro, ma anche per quanto riguarda la sicurezza dei territori attraversati dal fiume. I lavori sugli argini hanno, infatti, la medesima previsione di spesa del 2016, pari a 9 milioni di euro, nonostante l'inflazione e l'aumento delle portate che dovranno sostenere".

"Gli interventi - precisa Capozzi - sono finalizzati a garantire, tra la parte meridionale del Comune di Latisana e Lignano, il transito di una portata di 2.400 mc/s e non più di 1.800 mc/s come previsto una decina d'anni fa, con la conseguenza che serviranno argini più alti e più impattanti lungo il basso corso del fiume per contenerla. Il tutto per diminuire l'acqua che, attraverso il canale Cavrato, convergerà nella Laguna di Bibione".

"Si tratta di una scelta che va spiegata con precisione, perché qualcuno - dichiara la rappresentante del M5S - negli ultimi anni ha deciso che nella Laguna di Marano non è possibile far pervenire una parte dell'eventuale ondata di piena, con tempo di ritorno centennale, per salvaguardarne le caratteristiche, mentre nella stessa laguna arrivano ogni giorno detriti e acque di ogni tipo e negli anni vi è stato anche uno sversamento di mercurio, ancora ben presente nei suoi sedimenti".

"Oggi, però, si ritiene possibile far pervenire l'acqua attraverso il Cavrato nella Laguna di Bibione, ma non nella quantità - prosegue Capozzi - che tutti i tecnici negli anni hanno sempre ritenuto sostenibile, pari a 2.250 mc/s, bensì praticamente la metà, ovvero 1.200 mc/s. Anche grazie a questa inversione di portata è stato possibile prevedere, alla foce del Cavrato, la costruzione di un villaggio turistico da 30 milioni di euro, che si svilupperà su 50 ettari di terreno oggi praticamente intoccato".

"Non si tratta certamente di un bel modo - conclude Capozzi - per commemorare i tragici eventi di sessant'anni fa. Sarebbe stato meglio, invece, ricordarli a opere compiute, a memoria di quel tragico evento e anche per prevenirne il ripetersi in futuro". ACON/COM/aa



  • Rosaria Capozzi (M5S)
    Rosaria Capozzi (M5S)