TAGLIAMENTO. CAPOZZI (M5S): AVVIATO IN RITARDO ITER LAVORI BASSO CORSO
(ACON) Trieste, 2 set - "Proprio nel giorno in cui l'intera
comunità regionale ricorda i tragici eventi alluvionali del 1965
e del 1966, siamo in grado di informare la cittadinanza di
Latisana e Lignano che, dopo ben dieci anni dallo stanziamento
delle risorse necessarie alla loro realizzazione, sono partite le
gare per assegnare i servizi di ingegneria per i lavori di rialzo
e diaframmatura di un tratto dell'argine sinistro del fiume
Tagliamento e per il rialzo del ponte stradale di Latisana. Non
sappiamo, però, quanto questo possa costituire un bene o un male
per i cittadini interessati". La consigliera regionale Rosaria
Capozzi (Movimento 5 Stelle), attraverso una nota stampa, informa
degli ultimi appalti avviati per le opere di mitigazione del
rischio idraulico nel basso corso del fiume Tagliamento, oltre a
quello per la redazione del documento di fattibilità che deve
prevedere le alternative alle opere di sbarramento a monte di
Latisana.
"Permangono alcuni aspetti ancora da chiarire e che saranno
oggetto - aggiunge l'esponente pentastellata, assicurando il suo
diretto interessamento - di ulteriori nostre interrogazioni alla
Giunta Fedriga su queste specifiche vicende: non solo per il
costo del ponte, che negli ultimi otto anni è passato da 18 a 43
milioni di euro, ma anche per quanto riguarda la sicurezza dei
territori attraversati dal fiume. I lavori sugli argini hanno,
infatti, la medesima previsione di spesa del 2016, pari a 9
milioni di euro, nonostante l'inflazione e l'aumento delle
portate che dovranno sostenere".
"Gli interventi - precisa Capozzi - sono finalizzati a garantire,
tra la parte meridionale del Comune di Latisana e Lignano, il
transito di una portata di 2.400 mc/s e non più di 1.800 mc/s
come previsto una decina d'anni fa, con la conseguenza che
serviranno argini più alti e più impattanti lungo il basso corso
del fiume per contenerla. Il tutto per diminuire l'acqua che,
attraverso il canale Cavrato, convergerà nella Laguna di Bibione".
"Si tratta di una scelta che va spiegata con precisione, perché
qualcuno - dichiara la rappresentante del M5S - negli ultimi anni
ha deciso che nella Laguna di Marano non è possibile far
pervenire una parte dell'eventuale ondata di piena, con tempo di
ritorno centennale, per salvaguardarne le caratteristiche, mentre
nella stessa laguna arrivano ogni giorno detriti e acque di ogni
tipo e negli anni vi è stato anche uno sversamento di mercurio,
ancora ben presente nei suoi sedimenti".
"Oggi, però, si ritiene possibile far pervenire l'acqua
attraverso il Cavrato nella Laguna di Bibione, ma non nella
quantità - prosegue Capozzi - che tutti i tecnici negli anni
hanno sempre ritenuto sostenibile, pari a 2.250 mc/s, bensì
praticamente la metà, ovvero 1.200 mc/s. Anche grazie a questa
inversione di portata è stato possibile prevedere, alla foce del
Cavrato, la costruzione di un villaggio turistico da 30 milioni
di euro, che si svilupperà su 50 ettari di terreno oggi
praticamente intoccato".
"Non si tratta certamente di un bel modo - conclude Capozzi - per
commemorare i tragici eventi di sessant'anni fa. Sarebbe stato
meglio, invece, ricordarli a opere compiute, a memoria di quel
tragico evento e anche per prevenirne il ripetersi in futuro".
ACON/COM/aa