FINE VITA. PELLEGRINO (AVS): VENETO TRACCIA UNA STRADA DI CIVILTÀ
(ACON) Trieste, 2 set - "L'approvazione del progetto di legge
regionale sul fine vita da parte del Consiglio regionale del
Veneto rappresenta una storica vittoria di civiltà e un punto di
svolta politico fondamentale per l'intero Paese".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, commentando il via libera espresso
dall'Aula di palazzo Ferro Fini con 32 voti favorevoli, 14
contrari e 5 astenuti.
"La scelta del Veneto, prima regione guidata dal Centrodestra a
regolamentare i tempi e le procedure per l'accesso al suicidio
medicalmente assistito, dimostra che di fronte a patologie
irreversibili e a sofferenze intollerabili non possono esserci
barriere ideologiche. È il trionfo - sottolinea l'esponente di
Avs - della responsabilità istituzionale e del diritto
all'autodeterminazione dei cittadini, che ha saputo trovare una
sintesi alta attraverso una mediazione basata sull'integrazione
delle cure palliative e sulla libertà di coscienza del personale
sanitario".
"Sotto il profilo strettamente politico - continua Pellegrino -
voglio sottolineare la portata nazionale del voto, perché, mentre
a Roma la Maggioranza parlamentare e il Governo nazionale
scelgono deliberatamente di voltarsi dall'altra parte, fuggendo
dalle proprie responsabilità legislative e ignorando i moniti
della Corte Costituzionale, i territori stanno indicando la
rotta. Il Veneto si unisce a Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna,
confermando che il bisogno di dignità e certezza dei tempi per i
malati terminali scavalca le tradizionali appartenenze
partitiche".
"L'iniziativa - fa sapere la consigliera di Opposizione -
sostenuta dal presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia,
mette a nudo l'immobilismo del livello centrale e amplifica
l'inerzia della nostra Regione, dove la Maggioranza di
Centrodestra preferisce smarcarsi seguendo l'indirizzo del
presidente Fedriga e voltare le spalle verso chi soffre e chi
rivendica la dignità della vita. Questa legge non inventa nuovi
diritti, ma si limita a dare attuazione pratica e amministrativa
a quanto già stabilito dalla Consulta, garantendo che i percorsi
per i cittadini siano trasparenti, rapidi e privi di ostacoli
burocratici, troppe volte affidati a formalismi e per nulla
vicini alla volontà dell'individuo".
"L'auspicio - conclude Pellegrino - è che l'esempio veneto rompa
finalmente gli indugi anche nelle altre Assemblee legislative
regionali, a partire dal Friuli Venezia Giulia, e spinga le forze
politiche nazionali a colmare un vuoto legislativo non più
tollerabile per un Paese civile".
ACON/COM/sm