FINE VITA. CAPOZZI (M5S): DAL VENETO UNA LEZIONE DI CIVILTÀ


FINE VITA. CAPOZZI (M5S): DAL VENETO UNA LEZIONE DI CIVILTÀ

03.09.2026
11:37
(ACON) Trieste, 3 set - "L'approvazione della legge sul fine vita in Veneto rappresenta una scelta di grande valore civile e istituzionale. Una decisione encomiabile che merita di essere guardata con attenzione anche nella nostra regione dove, pur avendone avuto l'occasione, non si è scelto di percorrere la stessa strada". Lo evidenzia in una nota stampa la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), ritornando sul delicato tema del fine vita e spiegando anche che "il Veneto ha deciso di intervenire per colmare un vuoto normativo, muovendosi all'interno del perimetro già tracciato dalla Corte costituzionale e dando una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema, nelle quali la malattia e il proprio corpo possono diventare una prigione senza alternative".

"È una legge - aggiunge l'esponente pentastellata - che, prima ancora di affrontare una questione politica, riguarda la dignità della persona, la libertà di scelta e il diritto di non essere lasciati soli davanti a una condizione esistenziale insostenibile".

"La decisione del Veneto evidenzia, inoltre, una differenza politica importante. Di fronte a temi così delicati - precisa Capozzi - non può non emergere una posizione uniforme all'interno degli schieramenti: è evidente che ci sono frange di forze politiche e rappresentanti che hanno scelto di assumersi la responsabilità di legiferare e altre che, invece, ritengono che non sia questo il momento, né il livello istituzionale, per intervenire. È proprio questa la differenza tra 'dove si può' e 'dove non si vuole'. E, quando la possibilità di intervenire esiste, sottrarsi al confronto e alla responsabilità legislativa significa lasciare che siano il vuoto normativo e le disuguaglianze a decidere al posto della politica".

"Il Veneto - sottolinea ancora la rappresentante del M5S - ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Ha deciso di dare regole, garanzie e procedure a una materia che non può essere affidata esclusivamente all'incertezza e alla discrezionalità. La nostra Regione, invece, quando ha avuto l'opportunità di affrontare questo tema, non ha avuto la stessa capacità o volontà di compiere una scelta. Non si tratta di contrapporre territori o di trasformare il fine vita in una battaglia ideologica; si tratta invece di riconoscere che, davanti a persone che chiedono di poter decidere sul proprio percorso di vita e di morte, la politica ha il dovere di ascoltare, discutere e, quando ne ha la competenza, assumersi la responsabilità di decidere".

"La legge approvata in Veneto, in questo senso, costituisce una lezione di civiltà perché restituisce dignità a chi è intrappolato in un corpo che non lascia alternative, offrendo un percorso regolato e garantito e riconoscendo che la libertà e la dignità della persona devono rimanere al centro delle istituzioni. Ora - conclude Capozzi - anche nella nostra regione sarebbe doveroso riaprire quella discussione, senza pregiudizi e senza bandiere ideologiche, partendo da una domanda semplice ma fondamentale: possiamo davvero permetterci di lasciare sole le persone proprio nel momento della loro massima fragilità?". ACON/COM/aa



  • Rosaria Capozzi (M5S)
    Rosaria Capozzi (M5S)