FINE VITA. PELLEGRINO (AVS): FEDRIGA ABBANDONI I DOGMI IDEOLOGICI
(ACON) Trieste, 4 set - Ritorna sul tema del fine vita, la
consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e
Sinistra, ribadendo che "l'approvazione del progetto di legge
regionale sul fine vita da parte del Consiglio regionale del
Veneto rappresenta una storica vittoria di civiltà e un punto di
svolta politico che non può più essere ignorato, specialmente in
Friuli Venezia Giulia. Esprimo forte contrarietà alla linea di
totale chiusura del presidente Massimiliano Fedriga e della
maggioranza di Centrodestra in Friuli Venezia Giulia".
"La scelta del Veneto, prima Regione guidata dal Centrodestra a
regolamentare i tempi e le procedure per l'accesso al suicidio
medicalmente assistito - ribadisce Pellegrino -, dimostra che di
fronte a patologie irreversibili e a sofferenze intollerabili le
istituzioni hanno il dovere di non voltarsi dall'altra parte. Il
presidente Luca Zaia ha dimostrato una lungimiranza e un rispetto
della dignità umana che mettono a nudo l'immobilismo e la cecità
politica di Fedriga e della sua Giunta, più inclini e impegnati a
trovare 'un gancio in cielo' per sedersi per un altro mandato
sullo scranno più alto di piazza Oberdan a Trieste, piuttosto che
affrontare i problemi reali della salute dei suoi corregionali,
sacrificati all'altare del calcolo elettorale e della
conservazione del potere".
La consigliera sottolinea ancora una volta "la profonda
contraddizione interna al Centrodestra. Mentre a Venezia si
legifera per dare risposte concrete ai malati e garantire la
libertà individuale nel solco tracciato dalla Corte
Costituzionale, a Trieste la Maggioranza regionale continua a
trincerarsi dietro a pregiudiziali di incompetenza e tatticismi
politici. È inaccettabile che il Friuli Venezia Giulia, la terra
che ha vissuto da vicino la dolorosa vicenda di Eluana Englaro,
rifiuti persino di discutere una legge richiesta a gran voce da
migliaia di cittadini firmatari".
"Non si tratta di fare battaglie di bandiera - incalza
l'esponente di Avs -, ma di assumersi una responsabilità
istituzionale. Chiediamo con forza al presidente Fedriga e alle
forze di maggioranza di abbandonare l'approccio punitivo e i
dogmi ideologici. È tempo di seguire la strada di buon senso
indicata dal Veneto, quello cioè di garantire tempi certi e
procedure chiare per il diritto all'autodeterminazione, che non è
una concessione politica, ma un atto dovuto a tutela della
dignità di chi soffre".
ACON/COM/rcm