SALUTE. LIGUORI (PAT-CIV): SOS CARNIA, DISTANZA MINA DIRITTO ALLE CURE
(ACON) Trieste, 10 set - "Il pensionamento di un medico di
famiglia è un passaggio naturale della vita professionale. Ma
quando in Carnia ad ogni pensionamento si apre un problema per
centinaia e centinaia di cittadini, significa che c'è una
fragilità organizzativa che la Regione deve affrontare". A dirlo
è la consigliera regionale Simona Liguori (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg), intervenendo in una nota sulla
situazione determinatasi ad Amaro dopo la cessazione, dal 7
settembre, dell'attività del medico di medicina generale.
"Ogni pensionamento diventa un SOS della Carnia. E non possiamo
continuare ad affrontare questi episodi uno alla volta, come se
fossero emergenze imprevedibili. La situazione di Amaro - spiega
Liguori - si inserisce infatti in un quadro più ampio, nel quale
alcuni Comuni carnici non dispongono di un medico di medicina
generale e in diversi territori un professionista deve garantire
l'assistenza a cittadini residenti in più Comuni".
Secondo l'esponente dei civici "quando il medico non c'è più nel
proprio paese, la soluzione non può essere solo dire alla persona
di scegliere un medico in un Comune vicino. Per chi ha l'auto può
essere un disagio; per un anziano solo, per una persona fragile o
per chi non guida può diventare una vera barriera all'accesso
alle cure. Infatti se una persona anziana deve percorrere molti
chilometri per vedere il proprio medico, non possiamo considerare
il problema risolto solo perchè quel medico ha ancora qualche
posto disponibile. La distanza diventa una barriera sanitaria
quando il cittadino non ha i mezzi per percorrerla".
Da qui la necessità secondo Liguori di rafforzare il sistema
strutturato di trasporto sociale e sanitario, rivolto in
particolare alle persone anziane, fragili e prive di mezzi
propri: "Se chiediamo a una persona di percorrere dieci, quindici
o venti chilometri per raggiungere il proprio medico, un
ambulatorio o la Casa della comunità, dobbiamo anche dirle come
può arrivarci. Altrimenti il servizio esiste sulla carta, ma non
è realmente accessibile".
"Per questo ritengo necessaria la implementazione del sistema di
trasporto sociale e sanitario con modalità semplici di
prenotazione e collegamenti dai territori più periferici verso i
servizi sanitari. Una indispensabile componente
dell'organizzazione dell'assistenza territoriale che va
potenziata perchè strumento di abbattimento delle barriere di
accesso alle cure nei territori montani", conclude la consigliera.
ACON/COM/aa