SCUOLA. CABIBBO (FI): PRESIDIO DI SOCIALITÀ, PIÙ FONDI A PICCOLI COMUNI
(ACON) Trieste, 10 set - "Nei piccoli Comuni una scuola
dell'infanzia non è soltanto un luogo dove i bambini imparano e
crescono. È un presidio di comunità, un punto di riferimento per
le famiglie e un elemento fondamentale per mantenere vivo un
territorio. Per questo abbiamo scelto di destinare nuove risorse
proprio alle realtà che operano nelle aree più fragili e
periferiche". Lo afferma Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza
Italia in Consiglio regionale, commentando in una nota
l'emendamento, approvato dal Consiglio regionale in Aassestamento
di bilancio, che prevede 176mila euro di risorse aggiuntive per
il 2026 a sostegno delle scuole dell'infanzia non statali
presenti nei territori caratterizzati da marginalità,
spopolamento, scarsa accessibilità ai servizi essenziali e
limitate opportunità di sviluppo, oltre che nei Comuni con
popolazione fino a 5 mila abitanti.
"Questa somma - evidenzia Cabibbo - si aggiunge ai contributi
ordinari già previsti dall'assessore regionale competente Alessia
Rosolen. L'intervento consentirà di incrementare fino a 5mila
euro i contributi per le spese di funzionamento delle scuole
private, che spesso fanno fatica a far quadrare i conti, tra
stipendi da pagare, caro bollette e spese burocratiche".
"Abbiamo scelto di intervenire con una misura concreta - spiega
il forzista - perché quando una famiglia sceglie di rimanere in
un piccolo Comune, o di costruirvi il proprio futuro, ha bisogno
di servizi essenziali. La scuola dell'infanzia è uno di questi.
Sostenere una scuola significa sostenere i bambini, le famiglie e
l'intera comunità che le sta intorno".
Per Forza Italia, il contrasto allo spopolamento passa anche
dalla capacità di garantire una rete di servizi capillare.
"Parliamo spesso della necessità di mantenere vivi i territori
periferici - continua Cabibbo - ma questo obiettivo si raggiunge
anche difendendo i servizi che garantiscono a quei territori una
buona qualità della vita. Una scuola che resta aperta può fare la
differenza nella scelta di una famiglia di restare, mentre la sua
chiusura rischia di innescare un effetto domino: meno famiglie,
meno servizi, meno attrattività e ulteriore spopolamento".
Particolare attenzione viene riconosciuta alle scuole
dell'infanzia non statali che, soprattutto nei piccoli centri,
concorrono in modo significativo all'offerta educativa. "Sono
realtà profondamente radicate nel territorio - sottolinea il
capogruppo di Forza Italia - che spesso rappresentano un vero
punto di aggregazione e un presidio di socialità. Intorno alla
scuola si costruiscono relazioni tra famiglie, insegnanti,
associazioni e comunità. È una rete sociale che non possiamo dare
per scontata".
La scuola, aggiunge Cabibbo, ha anche una funzione culturale e
identitaria: "Nei territori più piccoli la scuola contribuisce a
trasmettere valori, memoria, cultura e senso di appartenenza. È
uno dei luoghi nei quali una comunità si riconosce e costruisce
il proprio futuro. Difendere la scuola significa quindi difendere
anche l'identità e la vitalità dei nostri territori".
"Con questo emendamento - conclude la nota - mettiamo risorse
dove servono maggiormente e riconosciamo il valore di chi ogni
giorno garantisce un servizio educativo fondamentale anche nei
Comuni più piccoli. La coesione sociale parte dalla possibilità
di offrire alle famiglie servizi di qualità, ovunque scelgano di
vivere. Una Regione che vuole contrastare lo spopolamento deve
investire nelle comunità, nei bambini e nei presidi che le
tengono unite".
ACON/COM/aa