TERRITORIO. DDL 90, AUDIZIONI IN IV COMM: SÌ A RIFORMA, MA NODI APERTI
(ACON) Trieste, 10 set - Un giudizio nel complesso favorevole
sull'impianto della riforma del governo del territorio,
accompagnato, però, dalla richiesta di rendere più chiari alcuni
passaggi della legge, rafforzare gli strumenti per la
rigenerazione urbana e il contenimento del consumo di suolo,
definire meglio competenze e rapporti tra i diversi livelli di
pianificazione e garantire un'effettiva semplificazione delle
procedure.
È il quadro emerso dalle audizioni sul ddl 90 "Riforma del
governo del territorio", svoltesi in IV Commissione consiliare,
presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), durante le quali
associazioni, ordini professionali ed enti locali hanno condiviso
numerosi obiettivi della riforma, facendo però emergere anche
alcuni nodi cruciali del disegno di legge.
Dal Consiglio delle autonomie locali è arrivata una valutazione
positiva, insieme alla richiesta "di mantenere adeguati margini
di flessibilità per i Comuni, chiarire competenze e funzionamento
dei Sistemi territoriali locali (Stl)e delle aree porto-città e
rendere meno gravose alcune procedure, soprattutto per gli enti
di minori dimensioni".
Anche l'Istituto nazionale di urbanistica (Inu) ha condiviso gli
obiettivi della riforma, chiedendo però "principi più chiari
nella legge e una visione strategica del Piano di governo del
territorio (Pgt) proiettata fino al 2050".
"Bene la distribuzione delle competenze tra Regione, enti
intermedi e Comuni, insieme all'attenzione per il recupero degli
edifici esistenti e per l'adattamento ai cambiamenti climatici",
è stato il giudizio delle Ater di Udine e Pordenone, che hanno
apprezzato anche "la centralità attribuita all'edilizia
residenziale pubblica e agli interventi di riqualificazione".
Dagli Ordini professionali è arrivata soprattutto la richiesta di
"accompagnare la riforma con una semplificazione reale delle
procedure". L'Ordine degli ingegneri di Udine esprimendo
"apprezzamento per gli Stl e per il ritorno delle Province nella
pianificazione di area vasta", ha sollecitato "attenzione alla
fase transitoria e alla presenza di strutture tecniche adeguate".
Sulla stessa linea la Federazione regionale degli architetti,
favorevole al nuovo livello intermedio di pianificazione, ma con
la richiesta di "definirne con maggiore precisione competenze,
strumenti e rapporti con Regione e Comuni".
Gli Ordini dei geometri di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone
hanno invece richiamato la necessità di "tutelare il
policentrismo regionale e prevenire il degrado urbano, evitando
che servizi, funzioni e investimenti si concentrino nei centri
maggiori, a discapito dei piccoli Comuni".
Valutazione positiva anche dall'Autorità portuale del mare
Adriatico orientale, che ha "apprezzato l'impianto organico della
riforma e l'obiettivo di modernizzare i processi di governo del
territorio, con particolare riferimento ai rapporti porto-città,
ai piani territoriali infraregionali e agli accordi di programma
con valenza urbanistica".
Dal Consorzio per lo sviluppo economico locale dell'area giuliana
è arrivata invece la richiesta "di rendere più automatico il
recepimento delle indicazioni regionali nei piani di competenza
dei Consorzi, riducendo passaggi procedurali ritenuti ridondanti".
Sul fronte ambientale, più interventi hanno infine richiamato la
necessità di mantenere espliciti nella legge gli obiettivi di
mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, rafforzare le
infrastrutture verdi e blu e integrare maggiormente nella
pianificazione resilienza, mobilità, logistica e fonti
energetiche rinnovabili.
Al centro delle osservazioni degli auditi soprattutto due
articoli: l'articolo 11 dedicato al rapporto tra Piano di governo
del territorio e Piano paesaggistico regionale (Ppr), e
l'articolo 5, relativo al consumo di suolo.
Sul primo fronte, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e
paesaggio del Fvg ha ricordato che "il Ppr ha valore prevalente
rispetto alla pianificazione urbanistica", chiedendo regole "più
chiare per le varianti ai piani comunali, soprattutto nelle aree
vincolate". Richiesto inoltre di "evitare sovrapposizioni tra i
diversi strumenti regionali su reti ecologiche, sistema verde-blu
e mobilità ciclopedonale".
Ancora più esplicito il Wwf Fvg, che ha chiesto una
riformulazione dell'articolo 11. Secondo l'associazione, definire
"Pgt e Ppr come strumenti distinti ma complementari potrebbe
lasciare spazio a interpretazioni non chiare sulla loro
gerarchia. La legge dovrebbe precisare senza ambiguità che è il
Piano di governo del territorio a doversi adeguare al Piano
paesaggistico regionale e non viceversa, anche per evitare
possibili contestazioni o rischi di impugnazione".
In merito all'articolo 5 tra le posizioni più critiche, quella
dell'associazione ambientalista Rosmann, che ha chiesto una
modifica "per evitare che le aree già indicate come edificabili
nei vecchi piani regolatori, ma mai utilizzate, continuino a
essere considerate tali senza incidere sul nuovo consumo di
suolo". Contestate anche le deroghe "troppo ampie" per nuovi
insediamenti industriali e opere pubbliche. L'associazione ha
inoltre proposto "un censimento di tutti gli immobili sfitti per
privilegiare recupero e riuso rispetto a nuove edificazioni su
aree agricole o naturali".
Sulla stessa linea la Federazione regionale dell'Ordine degli
architetti, che ha chiesto "criteri più rigorosi e misurabili e
una verifica delle vecchie previsioni edificatorie mai attuate".
Di segno in parte diverso la proposta dell'Ordine dei geometri,
che ha chiesto di "estendere anche all'edilizia privata
convenzionata a prezzo calmierato la deroga al consumo di suolo
prevista per l'edilizia residenziale pubblica".
"Le audizioni hanno confermato l'importanza del confronto per
migliorare una riforma che avrà effetti concreti sui cittadini -
ha commentato durante il dibattito Serena Pellegrino (Avs) -. Ora
servono proposte emendative puntuali, a partire dall'articolo
11", è stato il suo commento.
A chiudere il confronto è stata l'assessore regionale alle
Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, che ha
rivendicato il percorso partecipato della riforma e anticipato
alcuni degli emendamenti approvati nei giorni scorsi dalla Giunta
regionale e che dovranno ora passare al vaglio della IV
Commissione tra cui "un emendamento per chiarire meglio il
coordinamento tra i diversi livelli di pianificazione".
ACON/SM-aa