SALUTE. CELOTTI (PD): CHIAREZZA SU SANITARI CON TITOLI STUDIO ESTERI
(ACON) Trieste, 10 set - "La carenza di personale sanitario non
può diventare una ragione per rinunciare a verifiche e garanzie
sulla qualità dell'assistenza. Per questo è necessario sapere
quanti professionisti con qualifiche conseguite all'estero
lavorano oggi in Friuli Venezia Giulia grazie alle procedure di
esercizio temporaneo in deroga, dove sono impiegati e con quali
verifiche sono stati autorizzati". Lo afferma in una nota la
consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) che attraverso
un'interrogazione chiede alla Giunta regionale "di chiarire la
situazione del reclutamento di professionisti sanitari con
qualifiche conseguite all'estero e autorizzazioni all'esercizio
in deroga".
"La presenza di medici stranieri, che esercitano in deroga, è
andata aumentando nel corso del tempo - evidenzia Celotti - anche
alla luce del ricorso sempre più spinto alle esternalizzazioni di
servizi ospedalieri, e cioè alla gestione di servizi o parti di
servizio, come avviene ad esempio per i codici bianchi e verdi
dei pronto soccorso dell'Asufc, da parte di società o cooperative
che forniscono il personale o di medici cosiddetti gettonisti".
"Se nel biennio 2023-2024 - precisa la consigliera - la nostra
Regione spendeva circa undici milioni per le esternalizzazioni,
nel biennio 2024-2025 le esternalizzazioni dei servizi
ospedalieri valgono, fra personale medico e personale generico,
circa 43 milioni. Tutto questo senza che la Giunta regionale
abbia ritenuto di definire degli indirizzi chiari e dei limiti
operativi per le Aziende sanitarie sul tetto e gli ambiti di
esternalizzazione. Proprio per questo riteniamo fondamentale
chiedere trasparenza e chiarezza su come viene gestita la
presenza di medici stranieri che esercitano in deroga nei nostri
ospedali".
Con l'interrogazione Celotti chiede quindi di conoscere il numero
dei professionisti attualmente impegnati attraverso questo
istituto, le professioni esercitate, i Paesi nei quali sono state
conseguite le qualifiche e le strutture sanitarie e
sociosanitarie presso cui lavorano, distinguendo tra pubblico,
privato accreditato e strutture sociosanitarie convenzionate.
"La Regione Fvg aveva disciplinato il reclutamento attraverso la
dgr 134 del 2022 - ricorda l'esponente dem - mentre la normativa
statale è stata recentemente prorogata al 2029. È quindi
necessario capire se la Regione abbia adeguato le proprie
procedure e se la deliberazione del 2022 sia rispondente alle
previsioni normative sovraordinate".
"Servono dati aggiornati e un monitoraggio chiaro - conclude
Celotti - anche per assicurare che siano sempre rispettate le
verifiche sui requisiti previsti dalla normativa così da tutelare
la sicurezza delle cure e qualità dell'assistenza".
ACON/COM/aa