L. ELETTORALE. PELLEGRINO (AVS): PER ITALIANI ALL'ESTERO SCELTA MIOPE
(ACON) Trieste, 15 set - "Per il Friuli Venezia Giulia le
comunità italiane nel mondo non sono una presenza simbolica, né
un capitolo marginale della nostra storia. Sono parte integrante
della nostra identità, della nostra economia, della nostra
cultura e della rete di relazioni che da sempre unisce questa
Regione all'Europa e ai Paesi di tutti i continenti". Lo afferma
la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Serena
Pellegrino, commentando in una nota l'approvazione, in Senato,
delle norme della riforma elettorale riguardanti il voto degli
italiani residenti all'estero.
"La scelta del Governo di ridurre le ripartizioni della
circoscrizione Estero per la Camera da quattro a due e di
trasformare, per il Senato, l'intero mondo in un unico collegio
elettorale rischia di compromettere seriamente la
rappresentatività delle comunità italiane all'estero", precisa
Pellegrino evidenziando che "con questa riforma si cancellano
differenze geografiche, sociali e storiche enormi, mettendo sullo
stesso piano realtà profondamente diverse e rendendo sempre più
difficile un rapporto diretto tra elettori ed eletti".
"Per una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia,
segnata da migrazioni, esodi, minoranze linguistiche e da legami
profondi con le proprie comunità all'estero, questa scelta è
particolarmente miope. Dall'Europa alle Americhe, dall'Australia
ai Paesi dell'area balcanica - fa presente l'esponente rossoverde
-, la nostra emigrazione ha costruito relazioni durature,
custodito lingua e memoria, contribuito alla crescita e
all'immagine internazionale del Friuli Venezia Giulia".
"Colpisce, in particolare, l'atteggiamento strumentale del
senatore triestino Roberto Menia. Ha sollevato questioni che
avrebbero potuto anche essere fondate, contestando una riforma
che rischia di penalizzare la rappresentatività degli italiani
all'estero e presentando due emendamenti che mettevano in
discussione l'impianto penalizzante della legge. Ma quando il
Governo gli ha chiesto di ritirarli, ha anteposto la disciplina
di coalizione alla difesa concreta delle comunità italiane nel
mondo manifestando palesemente che fosse una scelta di facciata,
rinunciando a sostenerne fino in fondo la correzione. Menia, da
senatore di Trieste - evidenzia ancora la consigliera -, conosce
la storia delle nostre migrazioni e il valore dei legami
costruiti dal Friuli Venezia Giulia con le proprie collettività
nel mondo. Per questo, il ritiro degli emendamenti appare come un
gesto politico contraddittorio: prima si richiamano le ragioni
della rappresentanza, poi si accetta senza condizioni una norma
che quella rappresentanza la indebolisce".
"Il Governo parla di italiani nel mondo, ma nei fatti ne riduce
lo spazio democratico", ricorda Pellegrino sottolineando che
"dopo la legge Tajani, che ha ristretto la trasmissione della
cittadinanza italiana per discendenza alle nuove generazioni nate
all'estero, anche questa riforma elettorale va nella stessa
direzione: meno diritti, meno partecipazione, meno
rappresentanza".
"Avs è contraria a un modello che considera gli italiani
all'estero una platea indistinta e lontana, anziché una
componente viva della Repubblica. Difendere la circoscrizione
Estero significa riconoscere che la democrazia non può essere
semplificata cancellando territori, storie e comunità. Gli
italiani all'estero - chiude - meritano ascolto, diritti e una
rappresentanza reale, non dichiarazioni di circostanza né
operazioni di pura convenienza politica".
ACON/COM/rcm