INCLUSIONE. CAPOZZI (M5S): INTRODURRE LINGUA DEI SEGNI IN DIRETTE CR
(ACON) Trieste, 15 set - "Facendo seguito a un'interrogazione a
risposta immediata da me depositata e quest'oggi all'attenzione
dell'Aula, ho posto nuovamente all'attenzione del Consiglio
regionale la necessità di attivare il servizio di interpretariato
simultaneo nella lingua dei segni italiana (Lis) durante le
trasmissioni in streaming delle sedute dell'Assemblea legislativa
del Friuli Venezia Giulia". Lo evidenzia, attraverso una nota
stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5
Stelle), a conclusione dei lavori mattutini della prima seduta
plenaria dopo lo stop dei mesi estivi.
"Ritengo - aggiunge l'esponente pentastellata, facendo
riferimento ai contenuti della sua istanza - che l'inclusione non
possa rimanere una semplice enunciazione di principio ma che, al
contrario, debba tradursi in servizi e strumenti concreti che
garantiscano a tutte e tutti la possibilità di partecipare e
informarsi sulla vita istituzionale della nostra Regione".
"In questo senso, abbiamo già fatto un passo importante - precisa
Capozzi - dando seguito alla previsione contenuta nella legge
regionale 13/2014, attraverso un emendamento che era stato
accolto all'unanimità. Oggi, tuttavia, nonostante la garanzia
delle risorse finanziarie necessarie, il servizio di
interpretariato Lis durante le dirette dei lavori consiliari
nell'emiciclo di piazza Oberdan a Trieste non è ancora attivo.
Una situazione che non possiamo considerare soddisfacente".
"Proprio recentemente, in occasione di Friuli DOC, sono rimasta
piacevolmente colpita - sottolinea la consigliera - dalla
presenza di una traduttrice Lis durante l'inaugurazione
dell'evento. È stata un'immagine semplice ma, al tempo stesso,
estremamente significativa: quando esiste la volontà, perciò,
l'inclusione può diventare realtà e non rimanere soltanto scritta
nelle norme".
"Qualcuno potrebbe obiettare che le dirette streaming delle
sedute consiliari siano seguite da un numero limitato di persone.
Il diritto all'accessibilità, tuttavia, non può essere misurato
sulla base dei numeri. Un servizio inclusivo - specifica la
rappresentante del M5S - non va giustificato solo se utilizzato
da migliaia di persone; si giustifica, invece, perché deve essere
accessibile anche a una sola persona che ne abbia bisogno. È
questo il senso più autentico delle politiche di inclusione: non
lasciare indietro nessuno, anche quando i numeri non sembrano
giustificare un intervento".
"Per questo motivo - conclude Capozzi - continueremo a
sollecitare gli organi del Consiglio e a lavorare in prima
persona, affinché quanto previsto dalla legge regionale diventi
finalmente effettivo. Perché tra affermare un principio e
renderlo concretamente esigibile c'è una differenza sostanziale".
ACON/COM/aa