LEGISLAZIONE. COMITATO CONTROLLO A AULA: AUMENTO LEGGI E INIZIATIVE CR
(ACON) Trieste, 15 set - Aumentano le leggi approvate e il peso
dell'iniziativa consiliare, cresce la quota dei provvedimenti
votati all'unanimità, mentre diminuiscono i regolamenti e restano
limitate le risposte della Giunta regionale agli atti di
indirizzo politico. Nessuna norma è stata impugnata dal Governo.
È il quadro delineato dalla relazione di Nicola Conficoni (Pd) e
Igor Treleani (FdI) sul ventunesimo Rapporto sulla legislazione e
sulle altre attività del Consiglio regionale del Friuli Venezia
Giulia.
Il documento, già esaminato e approvato dal Comitato per la
legislazione, il controllo e la valutazione, monitora il lavoro
dell'Assemblea legislativa e ne rende conto anche all'opinione
pubblica.
Il report indica che nel 2025 le leggi approvate sono state 20,
contro le 14 del 2024: un aumento che mantiene comunque il Friuli
Venezia Giulia sotto la media nazionale di 27 provvedimenti per
Regione. La percentuale delle leggi di iniziativa consiliare è
passata dal 7% al 20%, mentre quelle di iniziativa della Giunta
restano largamente maggioritarie, con l'80%. Finanza regionale e
Servizi alle persone e alla comunità sono i settori più
interessati, con cinque leggi ciascuno, seguiti da Territorio,
Ambiente e Infrastrutture, con quattro.
I provvedimenti approvati all'unanimità sono saliti dal 14% al
35%. Sul fronte degli emendamenti, il 92% è stato presentato in
Assemblea e l'8% in Commissione. Le proposte della Giunta sono
state accolte quasi integralmente; quelle della Maggioranza hanno
registrato un'approvazione del 90% in Commissione e dell'86% in
Aula. Per le Opposizioni, l'accoglimento è sceso in Commissione
dal 12% al 6%, mentre in Assemblea è aumentato dal 7,6% al 10%.
La valutazione della qualità legislativa, condotta su 15 leggi
escludendo quelle finanziarie, colloca il 47% nella classe molto
alta e il 40% in quella media. Compare anche una quota del 13% di
qualità bassa, assente nel 2024.
I progetti di legge presentati sono stati 34: 18 della Giunta e
16 di iniziativa consiliare. Quest'ultima raggiunge il 47%,
rispetto al 44% del 2024 e al 31% del 2023. Tra i progetti
consiliari, il 75% proviene dalle Opposizioni, contro il 64%
dell'anno precedente. Rimangono stabili quelli della Maggioranza,
mentre è assente l'iniziativa popolare.
I regolamenti approvati sono diminuiti da 91 a 69, ma continuano
a rappresentare il 78% della produzione normativa complessiva. Di
questi, 41 modificano o integrano provvedimenti precedenti.
Quattordici leggi su 20 rinviano inoltre a regolamenti o ad altri
atti destinati a completarne la disciplina, per un totale di 198
atti previsti. Il coinvolgimento delle Commissioni per
l'espressione di pareri riguarda 29 atti.
Da questa edizione, il Rapporto rileva anche gli atti
effettivamente adottati e i pareri emanati nella legislatura in
corso. La percentuale di attuazione è di circa il 70% per il 2023
e il 2024 e del 43% per il 2025, dato ricondotto alla recente
approvazione delle leggi. Le Commissioni hanno espresso tutti i
pareri previsti sugli atti adottati.
Nei rapporti tra Consiglio e Giunta aumentano gli atti di
sindacato ispettivo, passati da 495 a 526. Le interrogazioni
orali sono la tipologia più frequente, con 262 atti. Dall'inizio
della XIII legislatura, il tasso di evasione complessivo degli
atti ispettivi è del 63%, quello delle interrogazioni orali del
50% e quello delle interrogazioni a risposta immediata del 98%.
Gli atti di indirizzo politico presentati nel 2025 sono stati
373, di cui 301 ordini del giorno su progetti di legge.
Le risposte pervenute dalla Giunta nella XIII legislatura sono 4
su 628, pari allo 0,6%: un ulteriore calo rispetto al 23% della X
legislatura, al 9% dell'XI e al 3% della XII. Per il controllo
sull'attuazione delle leggi e la valutazione delle politiche sono
state approvate 4 nuove clausole valutative. Le 3 relazioni
informative pervenute nel 2025 sono state esaminate insieme a
quattro dell'anno precedente. Non sono state svolte missioni
valutative.
Sono state inoltre presentate 14 nuove petizioni, tutte giacenti,
sei delle quali relative a Territorio, ambiente e infrastrutture.
Su questo tema, Conficoni ha offerto una riflessione personale
ringraziando il presidente del Cr, Mauro Bordin, per "la lettera
che sollecita la calendarizzazione della trattazione nelle
Commissioni, anche perché così possiamo rispondere alla
sensibilità dimostrata dai cittadini nei confronti delle
petizioni e non solo, altrimenti rischiamo di allontanarli
ulteriormente dalla politica e dalla partecipazione".
Sul versante europeo, il ritardo di quasi tre mesi nella
trasmissione del programma di lavoro della Commissione europea ha
portato a non tenere la Sessione europea del 2025. La
partecipazione regionale si è concretizzata soprattutto in una
risoluzione sulla proposta relativa al sostegno dell'Unione alla
Politica agricola comune per il periodo 2028-2034. Il Consiglio
ha inoltre partecipato, attraverso la rete RegHub, a due
consultazioni dedicate al ruolo delle Regioni nei piani
strategici della Pac e agli appalti pubblici. Non è stata
predisposta la legge europea regionale, poiché le Direzioni
centrali non hanno ritenuto necessari interventi legislativi di
adeguamento all'ordinamento dell'Ue o relativi a procedure di
infrazione aperte.
Nessuna legge approvata nel 2025 è stata impugnata dal Governo e
non vi sono state sentenze della Corte costituzionale.
Treleani ha infine voluto sottolineare che "il Consiglio
regionale ha cambiato passo: il rapporto 2025 evidenzia
un'Assemblea legislativa più produttiva, più coinvolta e capace
di trovare convergenze".
ACON/RM-rcm