VAJONT. CARLI (PD): LA REGIONE SI TIRA INDIETRO SULLA FONDAZIONE
(ACON) Trieste, 15 set - "La Regione fa marcia indietro sulla
Fondazione Vajont e sceglie di non assumersi una responsabilità
istituzionale sulla memoria di una tragedia che riguarda
direttamente anche il Friuli Venezia Giulia. È una scelta che
ritengo profondamente sbagliata e insoddisfacente". Lo afferma in
una nota il consigliere regionale Andrea Carli (Pd), replicando
alla risposta all'interrogazione con cui chiedeva alla Giunta di
chiarire le proprie intenzioni sul percorso di adesione alla
Fondazione Vajont.
"Nella risposta all'interrogazione, la Giunta ha comunicato di
aver valutato la quota di ingresso, pari a 375mila euro e
corrispondente a quella versata dal Veneto, insieme alle attività
della Fondazione, al possibile ruolo della Regione e al rapporto
tra costi e benefici. Al termine della valutazione - fa sapere
ancora Carli -, l'amministrazione regionale ha dichiarato che,
allo stato attuale, non sussistono le condizioni per procedere
all'adesione, lasciando aperta la possibilità di riesaminare la
scelta in futuro.
"Sono estremamente deluso dalla risposta - è lapidario il
consigliere -, che evidenzia una valutazione meramente economica
(peraltro nota da oltre un anno), e senza i necessari
approfondimenti sulle reali opportunità derivanti dalla
partecipazione alla Fondazione: a questo riguardo, dopo mozioni e
interrogazioni inoltrate nel tempo, circa un anno fa avevo
chiesto io stesso una specifica audizione della Fondazione Vajont
in quinta commissione, richiesta che a oggi è stata totalmente
ignorata a testimonianza del fatto che a prescindere da ogni
ragionamento la Regione non intende procedere all'ingresso in
Fondazione".
Secondo Carli, "sostenere (a prescindere dalla valutazione dei
contenuti) che 375mila euro siano eccessivi per l'ingresso in
Fondazione Vajont risulta a mio avviso irrispettoso nei confronti
della memoria del Vajont, soprattutto alla luce delle enormi
cifre spese dal bilancio regionale per le innumerevoli cerimonie
a ricordo del 50° anniversario del terremoto in Friuli, per le
quali i 3 milioni di euro spesi per l'ormai famoso concerto di
Bocelli rappresentano solo la punta dell'iceberg: le comunità
coinvolte non meritano un trattamento di serie B nella memoria
del Vajont".
ACON/COM/rcm