LATTE. AULA ACCOGLIE MOZIONE SU SALVAGUARDIA FILIERA DEL SETTORE
(ACON) Trieste, 15 set - L'andamento dei prezzi del latte e dei
prodotti lattiero-caseari e la contestuale mancata riduzione dei
prezzi al consumo, in Friuli Venezia Giulia e nel resto d'Italia,
sono l'argomento della mozione a firma Lega, Alberto Budai in
testa, e Maddalena Spagnolo per Futuro nazionale, a cui si sono
aggiunte numerose firme trasversali, che l'Aula ha accolto a
larghissima maggioranza con la sola astensione di Giulia
Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg).
Tanti gli impegni che si affidano alla Giunta regionale, a
cominciare dal dare supporto al Governo, anche in coordinamento
con la Conferenza politiche agricole, nelle azioni da questo
intraprese, ma anche chiedere l'attivazione di un sistema
nazionale di raccolta delle segnalazioni delle pratiche sleali
per una immediata verifica delle posizioni ed eventualmente
attivare sanzioni, nonché l'aggiornamento degli algoritmi che
determinano il costo di produzione verificando l'efficacia di un
sistema di calcolo ponderale che tenga in considerazione sia il
costo rilevato a livello di aree geografiche, sia l'incidenza sul
totale della produzione lattiera nazionale.
E non è finita, perché si parla anche di azioni per l'intero
comparto lattiero-caseario a garanzia dell'equilibrio economico
lungo la filiera e, a livello nazionale, sostenere l'esportazione
e l'attivazione dello strumento nazionale di crisi che preveda la
polverizzazione del latte incentivandone il suo utilizzo a fini
umanitari. Da ultimo, un coinvolgimento delle istituzioni europee
per vigilare il rispetto della direttiva UE 2019/633 in materia
di pratiche commerciali sleali nei rapporti fra imprese nella
filiera agricola e alimentare, che sancisce il principio di
adeguamento dei prezzi minimi di vendita non inferiori ai costi
di produzione.
Le ragioni apportate da Budai parlano di "un forte calo (fino a
30 centesimi al litro) del prezzo del latte riconosciuto ai
produttori alla stalla, con conseguenze negative rilevanti sul
reddito degli allevatori poiché il costo medio di produzione
supera i 55 euro/ettolitro medio. Nonostante tale calo, i prezzi
al consumo del latte e dei principali prodotti lattiero-caseari
non hanno evidenziato una riduzione proporzionale. Tale dinamica
determina un doppio effetto negativo: da un lato la compressione
dei margini di guadagno per i produttori, dall'altro l'assenza di
benefici economici per i consumatori poiché il calo alla stalla
non si riflette sullo scaffale".
Rosaria Capozzi (M5S) ha espresso piena condivisione alla mozione
"perché il problema è evidente e la situazione per allevatori e
consumatori è quella descritta dal consigliere Budai".
Pari discorso per Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) che ha
accusato "la difficoltà nell'essere certi che ciò che si compra
sia vero latte, causa anche le grandi industrie che ci hanno
ridotto a meri consumatori".
Massimo Mentil (Pd) condivide il documento perché "il settore
lattiero-caseario è in difficoltà da tanti anni e il sacrificio
degli allevatori non è riconosciuto. Abbiamo la responsabilità di
mettere in sicurezza le buone pratiche dei produttori da quelle
scorrette".
Voce fuori dal coro, come detto, Giulia Massolino (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) a detta della quale "siamo di fronte a un
tentativo di tamponare un modello produttivo che sta mostrando
delle contraddizioni. Il problema non è solo sostenere
economicamente un modello in crisi, ma chiedersi perché lo è e se
abbia bisogno di un ripensamento. L'aumento dell'offerta non vede
un aumento della domanda, anzi c'è un calo; non tutte le
produzioni agricole avranno lo stesso futuro, perciò bisogna
costruire politiche che accompagnino verso produzioni più
resilienti".
Dopo aver segnalato quanto la Regione già faccia in coordinamento
a livello nazionale e aver dato parere favorevole alla mozione,
l'assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha
spiegato le difficoltà in cui incorrono le aziende
lattiero-casearie quando si tratta di pareggiare i conti tra
ricavi e costi, tra invasione del mercato italiano di prodotti
esteri e crollo dei prezzi, tra reale produzione e gestione dei
pascoli e misure contributive. "C'è chi alza la voce perché vuole
un contributo pari al 100 per 100 delle proprie entrate e questo
non è accettabile", ha quindi chiosato.
ACON/RCM