SALUTE. RUSSO (PD): GIÙ IL SOFFITTO, CHIARIRE FUTURO ASUGI VIA FARNETO
(ACON) Trieste, 16 set - "La sede Asugi di via Farneto è un
punto di riferimento amministrativo e sanitario cruciale per la
città di Trieste. L'incidente allo stabile che si è verificato
nei giorni scorsi ha però messo in dubbio il futuro della
struttura, generando interrogativi che vanno al più presto
chiariti. Lo si deve ai cittadini, ma anche ai dipendenti che non
possono essere considerati come pedine da spostare". Lo afferma
in una nota il consigliere regionale Francesco Russo (Pd),
firmatario di un'interrogazione attraverso la quale chiede alla
Giunta regionale "di fare chiarezza sulle intenzioni
dell'Amministrazione regionale e di Asugi in merito alla
destinazione futura dello stabile dove, lo scorso 9 settembre, si
è verificato il distacco dell'intonaco e il crollo di una parte
del soffitto".
"La sicurezza di lavoratori e utenti deve essere la priorità
assoluta - sottolinea Russo - e per questo serve attendere
l'esito delle verifiche tecniche sull'edificio. Ma sicurezza e
continuità dei servizi devono procedere insieme. Via Farneto
ospita funzioni sanitarie e medico-legali importanti, che devono
garantire operatività e restare accessibili alla cittadinanza".
"Asugi - ricorda Russo - ha individuato soluzioni alternative per
assicurare le attività, dal numero 116117 alle emergenze
territoriali, fino alla Medicina legale (rinnovi patenti e
invalidità civile). Per il personale si è previsto il lavoro da
remoto se possibile, mentre per le attività che non possono
essere svolte a distanza si valutano sedi alternative".
Secondo l'esponente dem, "quello che non può accadere è che
un'emergenza diventi l'occasione per uno smantellamento
mascherato o per una semplice redistribuzione del personale.
Qualunque decisione su via Farneto deve tenere insieme lo stato
dell'immobile, l'organizzazione dei servizi, la loro
accessibilità e la necessità di preservare competenze e
professionalità delle équipe".
Per questo, conclude, "chiediamo alla Giunta di chiarire le voci
su un possibile abbandono definitivo. Chiediamo quali soluzioni
si intendano adottare a breve e lungo termine, e come si vogliano
coinvolgere i lavoratori. La sicurezza non si discute, ma nemmeno
la prossimità dei servizi ai cittadini".
ACON/COM/aa