ISONZO. FASIOLO (PD): GESTIONE TRANSFRONTALIERA SIA POLITICA E TECNICA
(ACON) Trieste, 17 set - "La crisi idrica dell'Isonzo/Soca non
può essere affrontata con interventi isolati o limitandosi agli
aspetti tecnici: serve una gestione realmente transfrontaliera,
sostenuta da una precisa responsabilità politica, per
salvaguardare la portata minima del fiume e garantire un uso
sostenibile delle acque e l' equilibrio del prezioso ambiente
fluviale".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd), che attraverso un'interrogazione chiede alla Giunta
regionale di intensificare gli sforzi per la gestione
transfrontaliera del fiume Isonzo/Soca, anche in vista della
Commissione bilaterale italo-slovena in programma a Gorizia il 30
settembre e il 1 ottobre.
"Dopo gli accordi di Osimo del 1975 - continua la dem - dobbiamo
rafforzare la cooperazione tra Italia e Slovenia, superando una
gestione esclusivamente tecnica e costruendo una Commissione che
abbia anche una valenza politica. Nel 2024, a oltre 9 anni dalla
precedente Commissione del 2014, mentre la delegazione slovena
era ampiamente rappresentativa sul piano politico, quella
italiana era composta esclusivamente da rappresentanti tecnici,
seppure del ministero dell'Ambiente. È una responsabilità che
dobbiamo riconoscere, senza guardare al colore politico, perché
la gestione del fiume richiede scelte condivise e una visione di
lungo periodo".
"Il contratto di fiume transfrontaliero sul quale mi sono
impegnata anche in Consiglio comunale - incalza la consigliera -,
deve diventare uno strumento concreto. Un fiume, così come l'aria
e l'ambiente, non conosce confini e riguarda tutte le comunità
dell'area. Non basta sottoscrivere accordi sulla carta: bisogna
farli funzionare e affrontare le criticità con studi specifici,
coinvolgendo le istituzioni politiche e tecniche di entrambi i
Paesi, i tavoli di lavoro bilaterali che devono produrre
concretezza".
Secondo Fasiolo "occorre evitare di affidarsi esclusivamente a
opere come dighe e interventi infrastrutturali, senza una
valutazione complessiva dei loro effetti sul fiume, sui
microclimi e sugli ecosistemi". "Le soluzioni tecniche - conclude
la consigliera - devono essere accompagnate da una strategia di
presa in carico della politica transfrontaliera, capace di
tutelare la funzionalità dell'Isonzo e il suo valore ambientale
per i due Paesi, che devono operare come un 'unicum', nel
reciproco interesse".
ACON/COM/sm