ISONZO. MASSOLINO (PAT-CIV): CHIARIRE ESITI DEI TAVOLI BILATERALI
(ACON) Trieste, 19 set - "Vogliamo capire che cosa sia successo
in questi due anni: quali tavoli si siano effettivamente riuniti,
quali dati siano stati raccolti, quali studi e misurazioni siano
stati prodotti e, soprattutto, quali soluzioni siano emerse sul
problema dell'hydropeaking".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Giulia Massolino
(Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), intervenuta oggi alla
conferenza stampa a Gorizia dedicata alla gestione
transfrontaliera del fiume Isonzo-Soca, alla quale hanno
partecipato anche i consiglieri comunali Eleonora Sartori e
Andrea Picco (Noi Mi Noaltris Go!) e Martina Luciani per Forum
Gorizia.
Massolino richiama in particolare la mozione depositata ad
agosto, "con cui abbiamo chiesto una governance realmente
transfrontaliera, trasparente e partecipata dell'intero bacino
dell'Isonzo-Soca, una diversa regolamentazione dei rilasci di
Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e
Slovenia".
"Non possiamo non chiederci - prosegue la consigliera - quali
risultati abbia prodotto il confronto tecnico transfrontaliero,
mentre si discute e si finanzia un intervento da oltre 14 milioni
di euro sul tratto italiano dell'Isonzo. Di questo percorso
chiederemo conto alla Giunta con un'interrogazione in Consiglio
regionale, per chiarire se e come gli esiti dei tavoli bilaterali
siano stati considerati nelle scelte progettuali e finanziarie
già assunte".
"Se davvero vogliamo governare l'Isonzo come un unico bacino -
conclude Massolino - dobbiamo sapere quali conoscenze e quali
soluzioni condivise abbiamo costruito insieme alla Slovenia e,
soprattutto, se queste possano evitare infrastrutture impattanti
e costose, che vengono date per già decise e invece evidentemente
non lo sono".
"Nel corso della conferenza stampa - si apprende dalla nota - è
stato illustrato il risultato dell'azione portata avanti per la
salvaguardia dell'Isonzo e per la sua tutela transfrontaliera. Il
ministero dell'Ambiente ha infatti risposto alle istanze inviate
da Forum Gorizia il 12 agosto, nei momenti più drammatici
dell'emergenza idrica del fiume, per i rilasci urgenti di
maggiori quantitativi d'acqua dalla diga e dall'impianto
idroelettrico di Salcano, inserendo i temi sollevati nell'ordine
del giorno della prossima Commissione mista per l'idroeconomia,
in programma il 30 settembre e il primo ottobre. Sarà inoltre
affrontata la richiesta di misure congiunte per gestire la
portata dell'Isonzo e la definizione di un protocollo per i
periodi di siccità".
"Il Ministero - si legge ancora nella nota - ha fatto sapere che
dal maggio 2024 sono stati costituiti e riattivati gruppi di
lavoro tecnici bilaterali dedicati alla direttiva quadro sulle
acque, alla mitigazione degli effetti dell'hydropeaking e alla
definizione di un protocollo per i periodi di siccità. Per
l'Italia partecipano l'Autorità di bacino delle Alpi Orientali,
la Regione Fvg e Arpa Fvg"
"Il testo ricevuto dal Ministero dell'Ambiente fa anche sapere
che la richiesta di avviare la concertazione per la nascita di
una Commissione internazionale per la protezione e gestione del
fiume Isonzo-Soca sarà valutata e approfondita nelle competenti
sedi istituzionali, analizzando sul piano del merito, tecnico,
giuridico e istituzionale i profili relativi alla governance,
all'equilibrio dei portatori di interesse e all'assetto del
diritto di voto. In merito all'istanza di adeguare il regolamento
interno della Commissione mista per l'idroeconomia ai principi di
trasparenza e pubblicità stabiliti dalla Convenzione di Aarhus -
si legge ancora nulla nota -, il Ministero assicura l'avvio delle
opportune interlocuzioni bilaterali e ha inserito il tema al
punto 12 dell'ordine del giorno. È inoltre prevista la
presentazione di un portale web 'Isonzo' dedicato all'attività
della Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia,
finalizzato al miglioramento della comunicazione e della
collaborazione transfrontaliera tra i due Paesi.
"Si tratta di un risultato estremamente importante - conclude la
nota stampa -. La gestione dell'Isonzo non sarà più una questione
diplomatica senza strumenti di controllo e verifica sui temi,
sulle decisioni e sulle relative motivazioni. È essenziale che la
cittadinanza e i portatori di interesse diffusi possano vigilare
sul recepimento coordinato delle decisioni stesse nelle
rispettive legislazioni nazionali e regionali nei piani di
gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del
territorio delle due nazioni, in linea con il principio
internazionale di accesso alla giustizia in materia ambientale e
con il diritto alla tutela giurisdizionale previsto dall'articolo
24 della Costituzione italiana".
ACON/COM/sm