MEMORIA. MAURMAIR (FDI): A PORDENONE OMAGGIO AGLI INTERNATI MILITARI
(ACON) Trieste, 21 set - "Intitolare un luogo pubblico agli
internati militari italiani significa dare un volto e uno spazio
concreto alla memoria di migliaia di uomini che, dopo l'8
settembre 1943, furono catturati e deportati nei lager nazisti e
che, in molti casi, rifiutarono di collaborare pagando quella
scelta con la prigionia, la fame e il lavoro coatto".
Lo afferma in una nota il consigliere regionale di Fratelli
d'Italia Markus Maurmair, a margine della cerimonia di
intitolazione del parco pubblico tra via Marco Polo e via
Vespucci, a Pordenone, agli internati militari italiani
(1943-1945), durante la quale è stata svelata la targa
commemorativa.
"Dopo l'8 settembre - prosegue Maurmair - oltre 700.000 militari
italiani furono catturati e deportati nei lager nazisti. Le loro
vicende sono una pagina fondamentale della nostra storia
nazionale e merita di essere conosciuta, ricordata e soprattutto
trasmessa alle nuove generazioni. Non è casuale che proprio il 20
settembre, giornata istituita dalla legge 6 del 13 gennaio 2025,
sia dedicato alla memoria degli internati italiani nei campi di
concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. La
memoria non può rimanere soltanto nei libri: deve trovare spazio
anche nei luoghi delle nostre città, dove possa essere incontrata
e conosciuta ogni giorno".
"Particolarmente significativa - racconta il consigliere - è
stata anche la consegna delle medaglie d'onore da parte del
Prefetto di Pordenone, Michele Lastella, conferite ai familiari
degli internati. Sono 21 le persone insignite: Fedele Domenico
Baldo, Amerigo Biasotto, Giovanni Bulli, Fulvio Buso,Onorina Del
Col, Giuseppe Iovine, Rino Martinuzzi, Giuseppe Miorin, Angelo
Morassut, Attilio Moro, Gelindo Moro, Giuseppe Moro, Giuseppe
Passerini, Antonio Perissinotto,Carlo Puiatti, Vanilio Rampogna,
Paolo Ricci, Egidio Scian, Antonio Triadantasio, Ugo Vendramini,
Ernesto Zille".
"Da oggi - conclude Maurmair - questo parco sarà anche un luogo
di memoria. Una memoria che non deve essere confinata al passato,
ma deve aiutarci a comprendere il valore della libertà, della
dignità e delle scelte compiute da quegli uomini in uno dei
periodi più drammatici della nostra storia".
ACON/COM/sm