TERRITORIO. V COMM: OK PARTI COMPETENZA DDL 90, OPPOSIZIONI ASTENUTE
(ACON) Trieste, 21 set - Parere positivo a maggioranza, con
l'astensione delle Opposizioni, della V Commissione sul disegno
di legge 90, la riforma del governo del territorio. La
Commissione, presieduta da Diego Bernardis (Fp), si è espressa
sulle parti di propria competenza in materia di autonomie locali
al termine dell'esaustiva illustrazione da parte dell'assessore
regionale Cristina Amirante, che ha anticipato gli emendamenti di
Giunta con cui il ddl "viene integrato con disposizioni
specifiche per riconoscere il futuro ruolo delle Province e per
semplificare il recupero del patrimonio edilizio esistente,
rendendolo più conveniente e accessibile rispetto al consumo di
nuove aree verdi".
Dopo aver riconosciuto la qualità e la portata del lavoro tecnico
svolto dalla direzione Infrastrutture e Territorio, i consiglieri
hanno posto una serie di domande per approfondire i rapporti tra
Regione, Province e Comuni, sul funzionamento dei Sistemi
territoriali locali (Stl), sulla tutela ambientale e sugli
strumenti per favorire la rigenerazione e ridurre il consumo di
suolo.
Serena Pellegrino (Avs) ha sottolineato che "serve una
pianificazione urbanistica e territoriale che proceda di pari
passo", quindi esprimendo riserve sul percorso seguito ha
affermato: "Avrei voluto un iter maggiormente condiviso e
approfondito".
Il consigliere di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell, ha richiamato
le vulnerabilità ambientali, dalla qualità dell'aria agli
incendi, chiedendo "un collegamento più evidente tra il Pgt e i
diversi strumenti di pianificazione ambientale". Amirante ha
spiegato che "la Valutazione ambientale strategica comprende già
approfondimenti su qualità dell'aria, incendi, frane e altre
criticità, dai quali possono derivare limitazioni all'espansione
edilizia e strategie di prevenzione".
Il riuso degli edifici è stato uno dei punti al centro
dell'intervento di Laura Fasiolo (Pd), a cui l'assessore ha
ricordato che "la demolizione non deve essere demonizzata quando
riguarda immobili privi di pregio e consente di realizzare
costruzioni più sicure ed efficienti".
Stl, modalità decisionali e peso dei Comuni di differenti
dimensioni sono stati affrontati dal dem Massimiliano Pozzo, a
cui Amirante ha precisato che "gli Stl non sono enti, non votano
e non costituiscono un livello intermedio tra Regione e Comuni,
ma sono ambiti nei quali affrontare questioni sovracomunali
attraverso la copianificazione".
Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha
sollecitato chiarimenti sugli Stl, manifestando inoltre
perplessità sul ruolo attribuito alle Province. L'assessore ha
spiegato che "gli Stl saranno flessibili e non interromperanno le
collaborazioni già consolidate tra i Comuni. Le Province potranno
invece svolgere una funzione di coordinamento in settori quali
mobilità, infrastrutture ed edilizia scolastica, senza
sovrapporsi agli Stl".
I piccoli municipi e le storiche collaborazioni sono stati uno
dei temi affrontati da Manuela Celotti (Pd), che ha chiesto
"maggiori garanzie sulla partecipazione dei piccoli Comuni". Le è
stato chiarito che "il consenso di un Comune direttamente
interessato sarà determinante, mentre la contrarietà di
un'amministrazione estranea all'opera non potrà necessariamente
bloccare il procedimento. La flessibilità degli Stl consentirà
inoltre di tutelare le collaborazioni storiche tra enti locali".
L'esponente di Ssk, Marko Pisani, ha infine evidenziato "le
difficoltà che la nuova normativa potrebbe comportare per gli
uffici tecnici comunali, spesso sottodimensionati". Amirante ha
anticipato "l'intenzione di investire nella formazione del
personale pubblico e dei professionisti esterni". Il consigliere
di Ssk ha anche chiesto chiarezza "sul rapporto tra Stl e
Province e una pianificazione più attenta alle relazioni
transfrontaliere con Slovenia e Austria, soprattutto nei settori
delle infrastrutture e della mobilità".
ACON/RM-rcm