TERRITORIO. PELLEGRINO (AVS): DDL 90 DI QUALITÀ, MA METODO SBAGLIATO
(ACON) Trieste, 21 set - "Il disegno di legge 90 sulla riforma
del governo del territorio contiene elementi positivi e di
indiscutibile qualità, ma il metodo politico scelto per portarlo
all'approvazione è del tutto privo di lungimiranza. Non si
possono pretendere tempi stretti da una commissione politica su
una materia così complessa e tecnica, escludendo i consiglieri da
un percorso di reale approfondimento". Così in una nota la
consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e
Sinistra, esprimendo il proprio parere sulle parti di competenza
del ddl 90 in V Commissione.
"Nel 1978 - sottolinea Pellegrino - venivamo da un'epoca
completamente diversa. Quella stagione di rigenerazione urbana
apprese e ribaltò i vecchi paradigmi e, attraverso una normativa
lungimirante, seppe realizzare e tutelare la bellezza della
nostra regione. Oggi abbiamo esattamente la stessa responsabilità
storica, perché la rivoluzione industriale, culturale e sociale,
turistica, paesaggistica e urbanistica, e la gestione delle
risorse ci mettono di fronte a prospettive inedite che non
possono essere liquidate con fretta superficiale".
"A fronte di una popolazione rimasta numericamente invariata -
prosegue la consigliera di Opposizione - abbiamo assistito negli
anni a un aumento a dismisura di cubature e volumetrie che hanno
contribuito a creare criticità strutturali del territorio. La
priorità assoluta deve essere la salvaguardia dal consumo di
suolo, specialmente in un momento in cui le nostre aree interne
subiscono un progressivo spopolamento e troppi contenitori,
costruiti o ricostruiti nel tempo, oggi giacciono completamente
vuoti. Per questo serve una pianificazione urbanistica e
territoriale che proceda di pari passo".
Avrei voluto un iter maggiormente condiviso e approfondito, da
qui la dura critica al percorso d'Aula, condivisa da molti
colleghi, proprio perché parliamo di una materia che ricadrà
direttamente sulle giornate e sulle vite delle nostre comunità e
di chi dovrà applicare la norma. Sarebbe stato non solo
opportuno, ma doveroso - incalza l'esponente rossoverde -,
permettere a tutti i consiglieri di partecipare ai tavoli di
lavoro istituiti nei mesi scorsi e non ridursi alla discussione
in fretta e furia in Commissione, che rappresenta di fatto
l'ultimo atto prima del voto finale previsto a fine mese.
Coinvolgere l'intero Consiglio sarebbe stato fondamentale,
soprattutto per supportare chi ha meno dimestichezza con
tecnicismi così specifici. Si è preferito invece cercare delle
scorciatoie procedurali, applicando un metodo che non posso in
alcun modo condividere".
ACON/COM/rcm