TERRITORIO. GRUPPO PD: DDL 90 NECESSARIO MA DUBBI SU PROVINCE E COMUNI
(ACON) Trieste, 21 set - "Una riforma necessaria, quella del
governo del territorio sulla quale emergono tuttavia delle
perplessità e delle preoccupazioni sul ruolo delle Province e
sulle funzioni dei Comuni". Sono queste le considerazioni
espresse, in una nota, dai consiglieri regionali del Pd, Laura
Fasiolo, Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo a margine dei
lavori odierni della V Commissione riunita per esprimere il
parere sulle parti di competenza sul disegno di legge 90 in
materia di riforma del governo del territorio.
Secondo Fasiolo, "le osservazioni degli ordini professionali e
delle associazioni ambientaliste evidenziano la necessità di una
discussione più approfondita sul ddl 90. È fondamentale chiarire
la gerarchia tra gli strumenti urbanistici: il Piano
paesaggistico regionale (Ppr) deve mantenere una priorità logica
e strategica sul Piano del governo del territorio (Pgt),
accogliendo le indicazioni della Soprintendenza".
"Inoltre - continua Fasiolo - la riforma deve sancire la tutela
dell'ambiente mettendo al primo posto assoluto la rigenerazione e
il riuso degli edifici esistenti per azzerare il consumo di
suolo. Positivo, infine, il ruolo dell'Osservatorio, di cui vanno
chiarite operatività e governance".
Per Celotti "il superamento di uno strumento storico come il Purg
era necessario per dare una nuova visione al territorio, alla
luce del fatto che in questi anni la società è profondamente
cambiata, così come le strategie di sviluppo, e va dato atto agli
uffici dell'enorme lavoro svolto. È quindi corretto che la
Regione definisca le linee di sviluppo e di gestione del suo
territorio e che si doti degli strumenti pianificatori necessari,
mantenendo una regia strategica e prevedendo la pianificazione di
area vasta, ma è anche necessario garantire ai Comuni il giusto
ruolo e le giuste garanzie, sia nella co-pianificazione di area
vasta, che si chiede possa essere realizzata in modo partecipato,
che nella pianificazione comunale".
"Inoltre - aggiunge la consigliera - emergono forti perplessità
sul ruolo delle Province: tolte le competenze specifiche ad
esempio sulla viabilità, sembra di poter dire che esse siano
state reintrodotte in extremis e perché politicamente necessario,
in un impianto che immaginava un assetto diverso".
Pozzo sottolinea che "il disegno di legge attribuisce alla
Regione la funzione di pianificazione territoriale regionale, di
quella di area vasta e di quella relativa alla componente
strutturale e strategica dei Sistemi territoriali locali. Viene
modificato il rapporto tra Regione e Comuni in duplice senso: la
Regione assume un ruolo più forte nella definizione degli assetti
strutturali strategici; i Comuni conservano la titolarità della
pianificazione operativa e conformativa, ma non dispongono più
della medesima autonomia nella definizione della componente
comunale".
"In poche parole - incalza il dem -, la Regione si rafforza e i
Comuni perdono un pezzo di autonomia. Dove va questa autonomia? A
sistemi locali territoriali che non sono soggetti giuridici e
rispetto a cui va verificato il valore, la capacità di fare
scelte, il peso politico, la forza di essere protagonista della
co-pianificazione della Regione, la gestione. Il tutto con anche
la partenza delle Province, un livello intermedio di governo,
elettivo, chiamato solo a compiti di coordinamento. Esprimo
preoccupazione sulla portata concreta di una riforma strutturale".
ACON/COM/sm