SALUTE. CAPOZZI (M5S): NO A CHIUSURA CSM SPILIMBERGO, RAFFORZARE RETE
(ACON) Trieste, 22 set - "La salute mentale costituisce un
pilastro del diritto alla cura e non può certamente diventare un
terreno per la sperimentazione di tagli e accorpamenti. Pertanto,
attraverso l'interrogazione che depositeremo negli uffici della
Regione, chiediamo esplicitamente all'Esecutivo del Friuli
Venezia Giulia di fare immediatamente chiarezza e di garantire
che non ci sarà alcun arretramento della rete di salute mentale
sul nostro territorio".
Lo evidenzia la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento
5 Stelle) che, attraverso una nota condivisa con la collega
coordinatrice pentastellata per la provincia di Pordenone, Mara
Turani, esprime "forte preoccupazione per le notizie che indicano
un possibile ridimensionamento o, addirittura, la chiusura del
Centro di salute mentale (Csm) di Spilimbergo, con il
trasferimento delle attività a quello di Maniago. Una scelta che,
se confermata, penalizzerebbe pazienti già fragili, aumenterebbe
le disuguaglianze territoriali e aggraverebbe le liste d'attesa e
i carichi di lavoro delle équipe residue".
"È più che mai necessaria una programmazione chiara, trasparente
e partecipata della rete dei Csm. Una programmazione - precisa la
consigliera - in grado di garantire servizi di prossimità, tempi
di attesa ragionevoli e continuità assistenziale. Qualora si
verifichino concreti problemi organizzativi o di personale, la
risposta non può mai essere quella di chiudere i presidi, quanto
piuttosto di investire in risorse e personale. La Giunta
regionale ha perciò il dovere di chiarire subito le proprie
intenzioni e di garantire che non ci sarà alcun indebolimento
dell'offerta di salute mentale nelle Dolomiti Friulane e in tutta
la provincia di Pordenone".
"Il rischio di chiusura del Csm di Spilimbergo - così ancora la
nota - si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà del
Servizio sanitario regionale. Un quadro specifico caratterizzato
da tagli, riorganizzazioni e scarsa programmazione della rete
territoriale di salute mentale. In un momento in cui sarebbe
necessario potenziare i servizi di prossimità, quindi, si rischia
invece di smantellarli, costringendo utenti e familiari a
spostamenti più lunghi e a percorsi di cura meno accessibili".
"Per questi motivi, il Movimento 5 Stelle assicura che continuerà
a monitorare la situazione, chiedendo incontri con l'Azienda
sanitaria Friuli Occidentale, la direzione regionale della Salute
e gli enti locali - concludono le due pentastellate - per
ottenere informazioni ufficiali e proporre soluzioni che
rafforzino, e certamente non indeboliscano, la rete territoriale
di salute mentale".
ACON/COM/rcm