SCUOLA. NOVELLI (FI): TETTO 30% STRANIERI TUTELA LA QUALITÀ DIDATTICA


SCUOLA. NOVELLI (FI): TETTO 30% STRANIERI TUTELA LA QUALITÀ DIDATTICA

22.09.2026
14:22
(ACON) Trieste, 22 set - "L'obiettivo non è limitare l'accoglienza, ma evitare che una concentrazione eccessiva di studenti appena arrivati che non conoscono l'italiano finisca per compromettere la qualità della didattica. Il diritto all'istruzione vale per tutti: per chi arriva nel nostro territorio e deve imparare la lingua, per gli studenti che già frequentano la scuola italiana e per gli insegnanti chiamati a garantire a tutti un percorso efficace".

Lo afferma, in una nota, Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione consiliare competente in materia di istruzione, agganciandosi al confronto relativo alla proposta di fissare un limite alla presenza nelle classi degli alunni stranieri neoarrivati privi di un'adeguata conoscenza della lingua italiana.

"Si parla di un tetto generalizzato del 30 per cento agli studenti stranieri - spiega Novelli -, ma questa rappresentazione non restituisce correttamente il contenuto della misura. Il riferimento è agli alunni neoarrivati che non conoscono l'italiano, non agli studenti stranieri nati in Italia o già pienamente inseriti nel sistema scolastico. La distinzione è essenziale per affrontare il tema senza semplificazioni o, peggio, strumentalizzazioni finalizzate a fare terrorismo speculando sui bambini".

Secondo Novelli, la questione va affrontata innanzitutto dal punto di vista didattico: "Quando in una classe si concentra un numero elevato di ragazzi che non dispongono degli strumenti linguistici necessari per seguire le lezioni, la difficoltà non riguarda soltanto loro. Aumenta il carico sugli insegnanti e può rallentare il lavoro dell'intera classe. Il rischio è che, nel tentativo di gestire una situazione complessa, vengano penalizzati sia gli studenti appena arrivati, che hanno bisogno di un percorso intensivo di alfabetizzazione, sia quelli che sono già in grado di seguire la didattica ordinaria".

"Per questo - aggiunge il forzista - il limite non va letto come uno strumento di esclusione, ma come una misura organizzativa finalizzata a evitare concentrazioni eccessive di bambini ancora poco avvezzi a esprimersi in italiano e a distribuire in modo più equilibrato gli alunni. Dovrà naturalmente essere applicato tenendo conto delle caratteristiche dei territori, della disponibilità degli istituti e delle situazioni familiari".

"Come noto - rimarca Novelli - ci sono aree della nostra regione, penso a Monfalcone, ad alcuni quartieri a Udine, a certe zone di Trieste, in cui queste criticità incidono anche sulle iscrizioni, visto che i genitori cercano di evitare di mandare i figli nelle scuole considerate a rischio dal punto di vista didattico. La nostra Regione lavora per garantire un servizio a tutti, ma non sarebbe onesto negare che ci sono sacche di criticità".

Novelli dedica un passaggio ad hoc per burqa e niqab: "Il volto deve essere riconoscibile in tutti i luoghi pubblici. La scuola deve essere il primo luogo dell'integrazione, attraverso la lingua, la conoscenza della storia e il rispetto delle leggi italiane. Nessuno tenti di mistificare la realtà: le nostre leggi tutelano e accolgono, ci aspettiamo reciprocità da parte di chi chiede, legittimamente, di entrare a far parte del nostro tessuto sociale", conclude il consigliere. ACON/COM/aa



  • Roberto Novelli (FI)
    Roberto Novelli (FI)