TERRITORIO. PUTTO-MASSOLINO (PAT-CIV): CONCRETIZZARE PRINCIPI DDL 90


TERRITORIO. PUTTO-MASSOLINO (PAT-CIV): CONCRETIZZARE PRINCIPI DDL 90

22.09.2026
19:39
(ACON) Trieste, 22 set - "La riforma del governo del territorio affronta una materia importante. Sulla necessità di superare la frammentazione amministrativa e costruire strategie territoriali condivise siamo d'accordo, ma una pianificazione realmente strategica deve chiarire soprattutto chi decide, con quali responsabilità e con quale coinvolgimento delle comunità". È questa la posizione espressa da Marco Putto e Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) nel corso dell'esame in IV Commissione del disegno di legge 90 sul governo del territorio.

"Tra i punti principali sollevati, c'è il ruolo dei Sistemi territoriali locali (Stl). Possono essere uno strumento utile di coordinamento - osservano Putto e Massolino -, ma non devono diventare un ulteriore livello nel quale decisioni che incidono concretamente sui Comuni vengono assunte prevalentemente in sede tecnica. Le scelte strategiche devono mantenere un rapporto chiaro con gli organi elettivi e, in particolare, con i Consigli comunali. È necessario evitare anche un'eccessiva concentrazione delle decisioni in capo alla Regione. Il controllo regionale deve garantire la coerenza degli strumenti comunali con la pianificazione regionale, non sostituirsi alle scelte che spettano alle comunità e alle amministrazioni locali".

"Un capitolo centrale delle proposte avanzate dal Patto per l'Autonomia-Civica Fvg - fanno sapere ancora i due consiglieri - riguarda il consumo di suolo. Il territorio è una risorsa limitata e il principio del non consumo di suolo non può rimanere una dichiarazione di principio accompagnata da un sistema di deroghe così ampio da rischiare di svuotarlo. La priorità indicata è quella del riuso dell'esistente, della rigenerazione urbana, del recupero delle aree degradate o dismesse e della rinaturalizzazione, considerando nel bilancio del consumo di suolo anche le trasformazioni infrastrutturali che comportano impermeabilizzazione. Particolare attenzione viene chiesta, poi, per le aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico. Aree naturali protette, siti della Rete Natura 2000, boschi, habitat di particolare valore e aree sottoposte a tutela paesaggistica non possono essere considerate equivalenti a qualsiasi altra superficie non edificata. Per questi territori, chiediamo una tutela effettiva e non compensabile".

"Altro elemento qualificante è il rafforzamento della partecipazione dei cittadini nei processi di pianificazione. La partecipazione - dettagliano ancora - non può ridursi alla semplice pubblicazione degli atti. Quando si modifica significativamente il territorio, le persone devono poter conoscere per tempo le alternative, presentare osservazioni e proposte e sapere come queste siano state considerate. La proposta è quella di rendere strutturato il processo partecipativo, attraverso documentazione accessibile, sintesi non tecniche, incontri pubblici, possibilità di proporre alternative e una relazione finale che dia conto dei contributi ricevuti. Su questo tema abbiamo sottolineato l'importanza di una pianificazione capace di coinvolgere realmente le comunità: "La partecipazione non è un elemento accessorio, ma una condizione per costruire decisioni territoriali più solide e condivise".

Sempre a nome del Gruppo, Putto chiede inoltre "che la riforma integri in modo più incisivo il tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Ondate di calore, siccità, allagamenti, incendi ed eventi meteorologici estremi stanno già interessando i nostri territori. La pianificazione deve tradurre questa consapevolezza in misure concrete. Tra gli interventi indicati: rigenerazione delle aree impermeabilizzate, riqualificazione energetica degli edifici, recupero della permeabilità dei suoli, de-pavimentazione, sistemi di drenaggio urbano sostenibile, raccolta e riuso delle acque meteoriche e riduzione della vulnerabilità di insediamenti e infrastrutture".

"Infine, la necessità di garantire ai Comuni tempi e regole certe per l'attuazione della riforma. Non è pensabile approvare una riforma di questa portata rinviando ai regolamenti attuativi una parte significativa delle regole necessarie per applicarla. I Comuni devono sapere con quali standard, definizioni e modalità operative dovranno lavorare. Nel complesso - conclude la nota - le nostre proposte chiedevano una riforma più chiara nella distribuzione delle responsabilità, più forte nella tutela del suolo, più rigorosa nella protezione delle aree di pregio, più concreta sull'adattamento climatico e più partecipata. Nessun emendamento migliorativo è stato accolto, quindi il voto in Commissione ci vede astenuti, ma il confronto continuerà in Aula". ACON/COM/rcm



  • Giulia Massolino e Marco Putto (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg)
    Giulia Massolino e Marco Putto (Patto per l'Autonomia - Civica Fvg)