TERRITORIO. GRUPPO PD: CONTRARI A RIDUZIONE AUTONOMIA DEI COMUNI
(ACON) Trieste, 22 set - "La riforma del governo del
territorio, a quasi cinquant'anni dall'entrata in vigore del
Piano urbanistico regionale, è un passaggio importante, ma il
nuovo assetto della pianificazione rappresenta un salto nel vuoto
per i Comuni della regione e non fornisce adeguate garanzie
rispetto alla volontà dichiarata di non consumare nuovo suolo". È
quanto evidenziato dai consiglieri regionali del Pd Diego
Moretti, Nicola Conficoni, Andrea Carli, Manuela Celotti e
Massimiliano Pozzo, intervenuti oggi in IV commissione
nell'ambito dell'esame del disegno di legge 90.
Per il capogruppo Moretti "una riforma di questa portata,
unitamente al Piano di governo del territorio (Pgt), avrebbe
richiesto tempi più ampi di approfondimento e confronto. Ci sono
questioni che non condividiamo dalla definizione dei criteri del
bilancio del consumo di suolo al destino delle aree edificabili
non attuate, al rapporto tra Regione e Comuni. Ci siamo
dichiarati contrari all'introduzione di funzioni pianificatorie
per le nuove Province, che si confermano enti inutili, per
continuare con i troppi rinvii ai regolamenti attuativi. Infine,
la stessa Anci ha posto il possibile rischio, nell'applicazione
della legge, che si limiti l'autonomia dei Comuni. Ecco perché
con il nostro voto contrario abbiamo voluto marcare una profonda
differenza dal disegno di legge della Giunta. Per il passaggio in
Aula presenteremo una serie di emendamenti tesi a modificare una
norma a ora deludente".
Secondo Conficoni "gli articoli 5 e 6 del ddl pongono obiettivi
condivisibili sul contrasto al consumo di suolo e sulla tutela
del verde, ma occorre capire se saranno davvero sufficienti a
impedire interventi come quelli realizzati negli ultimi anni a
Pordenone, con riduzione del verde urbano, nuove superfici
cementificate e abbattimento di alberature di pregio. Chiediamo
all'assessore come le nuove norme potranno garantire una concreta
tutela ambientale".
Carli ha sottolineato che "la definizione dei Sistemi
territoriali locali deve seguire criteri coerenti con le
caratteristiche dei territori e con gli obiettivi di
programmazione condivisa, chiediamo di chiarire quali valutazioni
abbiano guidato questa scelta. Va inoltre approfondito il
coordinamento con i consorzi industriali e il percorso di
confronto seguito".
Secondo la consigliera Celotti "la Regione deve definire le linee
strategiche dello sviluppo territoriale regionale, ma ai Comuni
devono essere garantite possibilità concrete di incidere sulle
scelte che riguardano le proprie comunità e le aree vaste.
L'introduzione della pianificazione di area vasta è un aspetto
positivo, ma il superamento del piano struttura comunale e il
rinvio di aspetti essenziali ai regolamenti generano forti dubbi
sul rischio di un depotenziamento dell'autonomia e del
protagonismo dei comuni. Serve un confronto preventivo con gli
enti locali per costruire il Pgt e attraverso un percorso
realmente condiviso".
Infine, per Pozzo "la riforma rafforza il ruolo della Regione e
introduce gli Stl come livello di interlocuzione, ma questi
organismi, privi di natura giuridica, con il testo approdato in
Commissione non garantiscono ai Comuni un adeguato peso
decisionale. Restano dubbi sull'operatività concreta, sulla
gestione dei disaccordi tra enti e sui meccanismi di
pianificazione e compensazione. Occorre chiarire chi decide e con
quali procedure, evitando un ulteriore accentramento delle
scelte".
ACON/COM/rcm