TERRITORIO. IV COMM: PARERE FAVOREVOLE A VARIANTE DEL PIANO DI GOVERNO
(ACON) Trieste, 23 set - La IV Commissione consiliare,
presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), ha espresso un parere
favorevole a maggioranza (sì del Centrodestra, no del Pd,
astensioni di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e Avs), sulla
delibera giuntale a firma Cristina Amirante inerente il progetto
di Piano del governo del territorio (Pgt), variante 1, con i suoi
61 elaborati che vanno dall'analisi del territorio regionale alle
norme tecniche di attuazione, dalla cartografia ai quadri
strutturali e strategici, dal masterplan delle aree militari
dismesse al rapporto ambientale a supporto della Valutazione
ambientale strategica (Vas). Questo nell'ottica di passare dal
Piano urbanistico regionale generale del 1978 a un Pgt targato
2026.
Dalla delibera si apprende che, come previsto dalla legge
regionale 22/2009, sono stati sentiti i soggetti maggiormente
portatori di interesse e parimenti sono state stilate le linee
guida per la formazione della variante 1 del Pgt.
Inoltre, nel documento si ricorda che il Piano fu approvato il 16
aprile 2013 e che, oltre al parziale superamento dei suoi
contenuti per l'entrata in vigore del Piano paesaggistico
regionale (Psr) e per il mutato contesto territoriale causa il
cambiamento climatico, il Pgt non potrebbe ancora dispiegare
compiutamente i propri effetti per tre ragioni: manca uno
specifico apparato legislativo che disciplini l'attuazione delle
sue previsioni sia per quanto riguarda la pianificazione di area
vasta, sia per quanto riguarda le procedure di un suo adeguamento
da parte dei Comuni; non è stata definita la disciplina relativa
alle zone territoriali omogenee e standard urbanistici, come
espressamente richiesta dall'articolo 27 delle Norme tecniche di
attuazione dello stesso Pgt che, nelle more, fa salve le
esistenti; la sua entrata in vigore è sospesa fino alla
pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione
dell'approvazione della variante 1.
Dalla relazione dell'assessore Amirante, la Commissione ha anche
appreso quali siano i temi ritenuti chiave del Piano, che tra
l'altro si articola su due livelli, regionale e intermedio (dove
i Sistemi territoriali locali sono raggruppamenti di Comuni
individuati quale sede di concertazione degli elementi strategici
di questo livello): miglioramento della resilienza del territorio
e prevenzione dai rischi naturali; passaggio da una logica di
urbanistica in espansione a una logica di rigenerazione
territoriale e di miglioramento della qualità urbana; coesione ed
equità per l'equilibrio fra i centri abitati nell'area vasta;
miglioramento dell'accessibilità e incremento della mobilità
sostenibile, anche lenta; miglioramento del bilancio energetico
regionale; attrattività e sostenibilità degli agglomerati
produttivi e commerciali; valorizzazione delle aree rurali a
supporto dell'agricoltura, della bioeconomia e del turismo.
A nome del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, Marco Putto ha
commentato che "è giusto aggiornare il Pgt e bene, tra gli altri,
il recupero del patrimonio esistente, i limiti al consumo di
suolo e non considerare il territorio come semplice agglomerato
di Comuni, ma fare programmazione che va oltre il singolo. Ma
restano dubbi sul livello intermedio, dove vanno definiti
competenze, responsabilità, ruoli tra diversi livelli
istituzionali e perimetro di azione dei Comuni".
Rosaria Capozzi (M5S) ammette "la capacità del Piano nel
prevedere scelte vincolanti pro futuro". Per la pentastellata
"punto decisivo sarà come realmente potrà contrastare i
conflitti, come ad esempio stabilire come gestirà quelli tra
sviluppo e tutela de territorio".
"Non va frenato il percorso del governo del territorio, se ne
apprende l'urgenza e si condividono i principi del Pgt", ha detto
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), "auspicando però altri punti
di contatto con il Consiglio regionale per irrobustire la norma
da cui il Piano dipende".
Per Serena Pellegrino (Avs) "è un documento che finalmente mette
al centro la tematica ambientale, anche se forse in modo troppo
prudente, serviva più audacia" nel prevederla a preambolo di
tutto e parimenti "serviva più compartecipazione per convincere
tutti della sua bontà". Inoltre, per lei "un Pgt ha l'obbligo di
far emergere l'aspetto della bellezza di un territorio".
Diego Moretti (Pd) ha posto delle domande sulle norme tecniche di
attuazione degli obiettivi del progetto, in particolare inerenti
il livello intermedio, rilevando che "non sono definite le
priorità" e chiedendo poi "i Piani comunali quali autonomie
hanno" e "come si recepisce la loro miltifunzionalità". Richieste
di specifiche anche per la componente strategica, la
pianificazione comunale, gli ambiti di rigenerazione urbana e
quelli turistici, i caratteri funzionali di attività agricola,
gli interventi nelle zone forestali così come nelle portuali.
Dalla titolare della delibera e relativa Direzione, le risposte
non si sono fatte attendere, tutte volte a sottolineare
soprattutto un concetto: ad oggi, non c'è mai stato un rapporto
così definito e forte di progettualità territoriale condivisa tra
Regione ed enti locali del Friuli Venezia Giulia. Poi una
promessa: il relativo regolamento sarà sottoposto all'attenzione
della Commissione prima dell'approvazione definitiva del Pgt.
ACON/RCM