TERRITORIO. PUTTO (PAT-CIV): BENE OBIETTIVI VARIANTE PGT, MA NON BASTA


TERRITORIO. PUTTO (PAT-CIV): BENE OBIETTIVI VARIANTE PGT, MA NON BASTA

23.09.2026
15:59
(ACON) Trieste, 23 set - "Non siamo di fronte a un semplice aggiornamento tecnico di uno strumento urbanistico, ma a una scelta destinata a incidere sul modo in cui la Regione governerà il territorio nei prossimi anni". Marco Putto, consigliere regionale del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, interviene così attraversi una nota stampa sul parere relativo alla variante 1 del Piano di governo del territorio, sottolineando "la necessità di accompagnare gli obiettivi indicati dalla Regione con strumenti concreti, regole chiare e una maggiore integrazione tra pianificazione, servizi e infrastrutture".

Il consigliere riconosce alcuni elementi "condivisibili" della variante, a partire dalla necessità di aggiornare un Pgt risalente al 2013 e ormai inserito in un contesto profondamente cambiato. "Condividiamo l'attenzione alla rigenerazione urbana e territoriale, al recupero del patrimonio edilizio esistente, al contenimento del consumo di suolo, alla resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e alla costruzione di una nuova infrastruttura verde e blu. Sono obiettivi importanti - sottolinea Putta -, ma devono essere accompagnati da strumenti altrettanto chiari per poter essere realmente perseguiti".

Tra gli aspetti sui quali Putto richiama maggiore attenzione vi è il nuovo ruolo dei Sistemi territoriali locali (Stl) e, più in generale, il rapporto tra Regione, livello intermedio e Comuni. "La pianificazione di area vasta - spiega - può essere un valore aggiunto soltanto se non si traduce in un ulteriore livello di complessità amministrativa. Servono competenze, responsabilità e rapporti tra i diversi livelli istituzionali definiti con estrema chiarezza, così come occorre garantire ai Comuni margini di autonomia e strumenti concretamente applicabili".

Una particolare attenzione viene riservata anche al passaggio dalla zonizzazione tradizionale agli ambiti fisico-funzionali, che comporterà un significativo lavoro di adeguamento degli strumenti comunali. "Il rischio che dobbiamo evitare - avverte il consigliere - è quello di sostituire una pianificazione ormai datata con un sistema che, pur essendo più moderno nelle impostazioni, risulti poi più difficile da applicare nella realtà".

Il tema centrale, secondo l'esponente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, resta però quello del consumo di suolo: "Il principio del consumo di suolo zero è, per noi, un principio fondamentale della nuova pianificazione. Non può essere semplicemente uno degli obiettivi elencati nella variante, ma deve diventare uno dei criteri attraverso i quali valutare le scelte di trasformazione del territorio".

Putto riconosce il valore del sistema di monitoraggio previsto, ma chiede maggiore rigore nella definizione delle deroghe: "Se il consumo di suolo zero viene assunto come principio, le deroghe devono essere realmente circoscritte, motivate e coerenti con una precisa strategia territoriale. Diversamente, il rischio è quello di trasformare l'eccezione in una possibilità ordinaria. Non possiamo chiedere ai Comuni di contenere il consumo di suolo senza, contemporaneamente, costruire politiche efficaci di rigenerazione urbana, recupero del patrimonio esistente, riqualificazione delle aree dismesse e rafforzamento dei servizi. Il non consumo di suolo non può essere soltanto un vincolo: deve essere accompagnato da una politica che renda concretamente possibile riutilizzare e trasformare ciò che già esiste".

Altro elemento evidenziato riguarda il rapporto tra pianificazione territoriale e qualità della vita. I dati relativi all'accessibilità ai servizi, alla mobilità e al rischio di spopolamento, secondo Putto, devono tradursi in scelte concrete: "Un territorio non si mantiene vivo semplicemente impedendo nuove edificazioni. Si mantiene vivo se una persona può continuare ad abitarci, se trova una scuola, un servizio sanitario, un trasporto pubblico, una strada efficiente, una connessione digitale, un'attività economica e condizioni adeguate per costruire lì il proprio futuro. Allo stesso modo, in tema di infrastrutture e mobilità, non possiamo chiedere ai territori di ridurre la mobilità privata e di perseguire modelli più sostenibili senza contemporaneamente rendere efficienti i collegamenti e i servizi esistenti necessari per rendere concretamente praticabili queste scelte".

"La Variante rappresenta un passaggio importante verso una pianificazione più moderna, maggiormente orientata all'area vasta, alla rigenerazione, alla sostenibilità e alla resilienza, ma - rimarca Putto - deve essere accompagnata da maggiore chiarezza nei rapporti tra Regione, Stl e Comuni, da una concreta semplificazione delle procedure, da una più forte integrazione tra pianificazione e servizi, da una maggiore coerenza con la programmazione infrastrutturale e, soprattutto, da una tutela del principio del non consumo di suolo che non sia soltanto dichiarata, ma effettivamente verificabile e difficilmente eludibile".

"La Regione ha fatto un passo importante - conclude il consigliere - passando da una pianificazione che fotografava prevalentemente il territorio a una pianificazione che dichiara di voler costruire una visione. Adesso il passaggio decisivo sarà fare in modo che quella visione non rimanga sulla carta: che il consumo di suolo zero sia realmente un principio guida, che le deroghe non ne svuotino la portata, che gli Stl producano effettivamente coordinamento e non nuova burocrazia e che la pianificazione sappia tenere insieme territorio, servizi, infrastrutture, ambiente, economia e demografia".

La nota chiude ricordando che, alla luce di queste considerazioni, il Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, rappresentato in IV Commissione dal consigliere Putto e dalla collega Giulia Massolino, ha espresso voto di astensione sulla variante. ACON/COM/aa



  • Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)