TERRITORIO. PUTTO (PAT-CIV): BENE OBIETTIVI VARIANTE PGT, MA NON BASTA
(ACON) Trieste, 23 set - "Non siamo di fronte a un semplice
aggiornamento tecnico di uno strumento urbanistico, ma a una
scelta destinata a incidere sul modo in cui la Regione governerà
il territorio nei prossimi anni". Marco Putto, consigliere
regionale del Patto per l'Autonomia-Civica FVG, interviene così
attraversi una nota stampa sul parere relativo alla variante 1
del Piano di governo del territorio, sottolineando "la necessità
di accompagnare gli obiettivi indicati dalla Regione con
strumenti concreti, regole chiare e una maggiore integrazione tra
pianificazione, servizi e infrastrutture".
Il consigliere riconosce alcuni elementi "condivisibili" della
variante, a partire dalla necessità di aggiornare un Pgt
risalente al 2013 e ormai inserito in un contesto profondamente
cambiato. "Condividiamo l'attenzione alla rigenerazione urbana e
territoriale, al recupero del patrimonio edilizio esistente, al
contenimento del consumo di suolo, alla resilienza rispetto ai
cambiamenti climatici e alla costruzione di una nuova
infrastruttura verde e blu. Sono obiettivi importanti -
sottolinea Putta -, ma devono essere accompagnati da strumenti
altrettanto chiari per poter essere realmente perseguiti".
Tra gli aspetti sui quali Putto richiama maggiore attenzione vi è
il nuovo ruolo dei Sistemi territoriali locali (Stl) e, più in
generale, il rapporto tra Regione, livello intermedio e Comuni.
"La pianificazione di area vasta - spiega - può essere un valore
aggiunto soltanto se non si traduce in un ulteriore livello di
complessità amministrativa. Servono competenze, responsabilità e
rapporti tra i diversi livelli istituzionali definiti con estrema
chiarezza, così come occorre garantire ai Comuni margini di
autonomia e strumenti concretamente applicabili".
Una particolare attenzione viene riservata anche al passaggio
dalla zonizzazione tradizionale agli ambiti fisico-funzionali,
che comporterà un significativo lavoro di adeguamento degli
strumenti comunali. "Il rischio che dobbiamo evitare - avverte il
consigliere - è quello di sostituire una pianificazione ormai
datata con un sistema che, pur essendo più moderno nelle
impostazioni, risulti poi più difficile da applicare nella
realtà".
Il tema centrale, secondo l'esponente del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, resta però quello del consumo di suolo:
"Il principio del consumo di suolo zero è, per noi, un principio
fondamentale della nuova pianificazione. Non può essere
semplicemente uno degli obiettivi elencati nella variante, ma
deve diventare uno dei criteri attraverso i quali valutare le
scelte di trasformazione del territorio".
Putto riconosce il valore del sistema di monitoraggio previsto,
ma chiede maggiore rigore nella definizione delle deroghe: "Se il
consumo di suolo zero viene assunto come principio, le deroghe
devono essere realmente circoscritte, motivate e coerenti con una
precisa strategia territoriale. Diversamente, il rischio è quello
di trasformare l'eccezione in una possibilità ordinaria. Non
possiamo chiedere ai Comuni di contenere il consumo di suolo
senza, contemporaneamente, costruire politiche efficaci di
rigenerazione urbana, recupero del patrimonio esistente,
riqualificazione delle aree dismesse e rafforzamento dei servizi.
Il non consumo di suolo non può essere soltanto un vincolo: deve
essere accompagnato da una politica che renda concretamente
possibile riutilizzare e trasformare ciò che già esiste".
Altro elemento evidenziato riguarda il rapporto tra
pianificazione territoriale e qualità della vita. I dati relativi
all'accessibilità ai servizi, alla mobilità e al rischio di
spopolamento, secondo Putto, devono tradursi in scelte concrete:
"Un territorio non si mantiene vivo semplicemente impedendo nuove
edificazioni. Si mantiene vivo se una persona può continuare ad
abitarci, se trova una scuola, un servizio sanitario, un
trasporto pubblico, una strada efficiente, una connessione
digitale, un'attività economica e condizioni adeguate per
costruire lì il proprio futuro. Allo stesso modo, in tema di
infrastrutture e mobilità, non possiamo chiedere ai territori di
ridurre la mobilità privata e di perseguire modelli più
sostenibili senza contemporaneamente rendere efficienti i
collegamenti e i servizi esistenti necessari per rendere
concretamente praticabili queste scelte".
"La Variante rappresenta un passaggio importante verso una
pianificazione più moderna, maggiormente orientata all'area
vasta, alla rigenerazione, alla sostenibilità e alla resilienza,
ma - rimarca Putto - deve essere accompagnata da maggiore
chiarezza nei rapporti tra Regione, Stl e Comuni, da una concreta
semplificazione delle procedure, da una più forte integrazione
tra pianificazione e servizi, da una maggiore coerenza con la
programmazione infrastrutturale e, soprattutto, da una tutela del
principio del non consumo di suolo che non sia soltanto
dichiarata, ma effettivamente verificabile e difficilmente
eludibile".
"La Regione ha fatto un passo importante - conclude il
consigliere - passando da una pianificazione che fotografava
prevalentemente il territorio a una pianificazione che dichiara
di voler costruire una visione. Adesso il passaggio decisivo sarà
fare in modo che quella visione non rimanga sulla carta: che il
consumo di suolo zero sia realmente un principio guida, che le
deroghe non ne svuotino la portata, che gli Stl producano
effettivamente coordinamento e non nuova burocrazia e che la
pianificazione sappia tenere insieme territorio, servizi,
infrastrutture, ambiente, economia e demografia".
La nota chiude ricordando che, alla luce di queste
considerazioni, il Patto per l'Autonomia-Civica Fvg,
rappresentato in IV Commissione dal consigliere Putto e dalla
collega Giulia Massolino, ha espresso voto di astensione sulla
variante.
ACON/COM/aa