CARCERI. CABIBBO (FI): VISITA A PN, PRESTO IL GARANTE PERSONE DETENUTE


CARCERI. CABIBBO (FI): VISITA A PN, PRESTO IL GARANTE PERSONE DETENUTE

23.09.2026
17:17
(ACON) Trieste, 23 set - "In vista dell'imminente avvio da parte del Comune di Pordenone dell'iter per l'istituzione e la nomina del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con Guglielmina Cucci, assessore comunale a Pordenone e presidente dell'Ambito del Noncello, ho visitato la casa circondariale di Pordenone alla presenza del dirigente comunale alle politiche sociali, Simone Zanin". Lo rende noto Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

"Nell'incontro con il direttore dell'istituto penitenziario della destra Tagliamento, Leandro Salvatore Lamonaca, che da alcuni mesi è stato incaricato di seguire anche la casa circondariale di Treviso - precisa Cabibbo -, sono stati affrontati diversi temi sulla situazione attualmente esistente a Pordenone. Il problema principale continua ad essere il sovraffollamento del carcere, una questione nazionale, considerato che sono 20mila i detenuti in più rispetto alla capienza degli istituti. Nel caso di Pordenone, in attesa dell'apertura del carcere a San Vito al Tagliamento (prevista per la primavera), che garantirà una capienza di 300 unità, ci sono attualmente 54 detenuti a fronte dei 34 regolamentari, mentre persistono i problemi di sottodimensionamento della polizia penitenziaria con gli agenti costretti a turni massacranti".

"Circa il 50% dei detenuti in loco è composto da stranieri, così come si avvicina alla metà del totale il numero di persone in attesa di giudizio. Il 30% della popolazione carceraria - dettaglia ancora il forzista - ha problemi legati alla tossicodipendenza e si confida nella nuova legge, fortemente sostenuta da Forza Italia, per l'espiazione della pena da parte di persone con problemi di droga in apposite strutture e comunità, con percorsi di cura e recupero".

"Il carcere - si legge nella nota congiunta di Cabibbo e Cucci - non può e non deve essere solo la sede dell'espiazione della colpa. Il suo ruolo, previsto dalla Costituzione, è la rieducazione del condannato ed è necessario avviare percorsi di formazione e acquisizione di nuove competenze, finalizzati al reinserimento nel tessuto sociale e nel mercato del lavoro. Se una persona esce senza una prospettiva concreta, lo spettro della recidiva diventa incombente. Questo è il tema centrale: lavorare, tutti assieme, affinché chi esce dal carcere sia messo nelle condizioni di non tornarci".

"Un luogo di detenzione deve sempre rispettare la dignità della persona e preparare al ritorno nella società. La pena deve essere scontata, ma durante la detenzione bisogna costruire le condizioni affinché, una volta fuori, la persona possa ripartire. Parliamo di reskilling e upskilling perché il punto è molto concreto: una persona detenuta deve poter uscire dal carcere con qualcosa in più rispetto a quando è entrata, in termini di competenze, responsabilità e possibilità di trovare un'occupazione. Nel caso di Pordenone, ci sono corsi professionalizzanti in edilizia, cucina, per diventare barbieri, percorsi attivati con gli enti del terzo settore e altre attività con agenzie del lavoro e anche con l'Azienda sanitaria. Con il nuovo carcere - così ancora Cabibbo - sarà, inoltre, possibile attivare convenzioni con aziende private per far lavorare i detenuti all'interno della struttura".

Il forzista esprime quindi "vicinanza e gratitudine a tutti coloro che lavorano all'interno dell'istituto", dalla Polizia penitenziaria agli educatori, dal personale amministrativo agli operatori sanitari e a tutte le altre professionalità impegnate quotidianamente nella gestione della struttura: "È un lavoro complesso, che richiede professionalità, equilibrio e grande senso di responsabilità. Per questo vogliamo ringraziare, uno per uno, gli operatori che abbiamo incontrato e, più in generale, tutte le persone che ogni giorno fanno funzionare il carcere".

Infine, sul rapporto con il territorio e le istituzioni locali sottolinea "l'imminente istituzione del Garante delle persone private della libertà personale. È un presidio importante per la tutela delle persone detenute e per rafforzare il dialogo tra istituto penitenziario, istituzioni e comunità. Lo sforzo di tutti deve andare nella direzione di garantire l'esecuzione di pene rapide e certe, ma anche una condizione del detenuto che pur privato della libertà, non sia mai privato anche della dignità". ACON/COM/rcm



  • Primo da destra, Andrea Cabibbo (Forza Italia) davanti al carcere di Pordenone
    Primo da destra, Andrea Cabibbo (Forza Italia) davanti al carcere di Pordenone