ADOZIONI. VI COMM: ILLUSTRATA PDL SU FORMAZIONE DELLE FAMIGLIE
(ACON) Trieste, 24 set - Sostenere gli aspiranti genitori
adottivi anche dopo la valutazione dei servizi sanitari, evitando
che la lunga attesa e la carenza di informazioni li inducano ad
abbandonare il percorso. È questo l'obiettivo della proposta di
legge 82 del Gruppo Fedriga presidente, illustrata in VI
Commissione da Diego Bernardis. Come sottolineato dallo stesso
presidente della Commissione, Roberto Novelli (Forza Italia), "è
stata assegnata alla Sesta perché riguarda la formazione delle
future famiglie adottive".
"Formiamo e accompagniamo le famiglie che intendono proseguire
nel percorso di adozione", ha sintetizzato Bernardis, ricordando
che "il provvedimento è stato elaborato nell'arco di circa un
anno e mezzo, attraverso il confronto con l'assessore regionale
alla Salute, Riccardo Riccardi, gli uffici regionali e gli enti
impegnati nel settore. La proposta è stata portata all'attenzione
del ministro per le Politiche della famiglia e potrebbe diventare
un progetto pilota da estendere ad altre Regioni".
"Secondo le statistiche del ministero della Giustizia, nel 2022
sono state presentate al Tribunale per i minorenni di Trieste 203
domande di adozione nazionale, a fronte di sei sentenze di
adozione legittimante e 17 adozioni in casi particolari, previste
dall'articolo 44 della legge 184 del 1983. Siamo di fronte a un
paradosso: molte coppie - ha osservato il consigliere - sono
disponibili ad accogliere uno o più minori, mentre numerosi
bambini restano privati della possibilità di crescere ed essere
amati all'interno di una famiglia".
"Una delle principali criticità riguarda i tre anni di validità
della domanda di adozione nazionale. In questo periodo - ha
spiegato l'esponente di Fedriga presidente - molte coppie
rimangono in una sorta di limbo, senza un accompagnamento
continuativo, e possono infine decidere di non rinnovare la
propria disponibilità. Diversamente, nelle adozioni
internazionali gli aspiranti genitori vengono seguiti dagli enti
autorizzati. La proposta intende quindi mettere l'esperienza di
questi organismi privati senza scopo di lucro, ai quali sono
riconosciute funzioni di rilevanza pubblica, anche al servizio di
chi ha presentato domanda di adozione nazionale. Il sostegno
riguarderebbe esclusivamente le spese per la formazione e
l'accompagnamento degli aspiranti genitori, non quelle per il
mantenimento del minore".
Nei 5 articoli di cui è composta la pdl è previsto un contributo
di 1.000 euro per ciascun nucleo beneficiario, coppia o persona
singola, entro i limiti delle risorse disponibili. Lo
stanziamento ammonta a 100mila euro per ciascuno degli anni dal
2026 al 2028.
Al termine dell'illustrazione, Furio Honsell (Open Sinistra Fvg)
ha chiesto chiarimenti "sull'entità delle risorse, sui criteri
adottati per quantificarle e sugli enti incaricati dei percorsi
formativi". Bernardis ha spiegato che "in regione operano quattro
enti accreditati tra cui l'associazione I Fiori Semplici che ha
contribuito alla stesura del testo". Per quanto riguarda
l'impegno economico, ha aggiunto che "1.000 euro sono pochi ma
rappresentano un sostegno simbolico" e si è dichiarato
"disponibile a valutare un aumento della somma durante l'esame
della legge, compatibilmente con le indicazioni della Giunta".
Serena Pellegrino (Avs) ha espresso "preoccupazione
sull'efficacia del contributo", osservando che "sarebbe
preferibile rafforzare i servizi attivi, ovvero servizi sociali,
a fianco dei genitori che intendono proseguire il percorso
adozione". In risposta, le è stato chiarito che "i 1.000 euro non
sarebbero liberamente spendibili, ma destinati a coprire i costi
dei percorsi formativi e di accompagnamento presso gli enti
autorizzati, oltre che per le spese legali e giuridiche.".
Laura Fasiolo (Pd) ha chiesto "di definire meglio il rapporto tra
gli enti accreditati e i consultori familiari, evitando
sovrapposizioni di competenze". Sul punto, Bernardis ha
assicurato che "la valutazione dell'idoneità degli aspiranti
genitori resterebbe di esclusiva competenza dei consultori e
delle équipe delle aziende sanitarie, mentre agli enti
autorizzati spetterebbe la successiva attività di preparazione e
accompagnamento. Non c'è una sovrapposizione, ma un'integrazione".
Giulia Massolino (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha quindi
richiamato "le difficoltà delle adozioni internazionali,
aggravate dal mancato rinnovo di alcune convenzioni tra Stati,
dalla pandemia e dalle guerre" e ha anticipato la presentazione
all'Aula di "un ordine del giorno rivolto alla Giunta affinchè
solleciti il Governo a riattivare e rafforzare gli accordi
internazionali".
ACON/RM-rcm