IDROELETTRICO. CAPOZZI (M5S): GIUNTA NON DÀ SEGUITO A LEGGE REGIONALE
(ACON) Trieste, 25 set - "Già nell'anno 2020 il Movimento 5
Stelle aveva posto le basi per una gestione pubblico-privata
delle grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico, atteso che
la normativa nazionale ed europea non ne consentiva una
totalmente pubblica. Dopo sei anni, tuttavia, nulla è stato
ancora fatto".
Il commento arriva direttamente dalla consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che, attraverso una nota
stampa, commenta così "i sei anni nel corso dei quali la tanto
attesa rivoluzione sulla gestione pubblica dell'idroelettrico non
si è verificata".
"L'unico risultato effettivamente ottenuto, grazie al Governo
Conte, era stato quello di poter lasciare ai Comuni della nostra
montagna - aggiunge l'esponente pentastellata - i canoni
introitati e le risorse derivanti dalla monetizzazione
dell'energia gratuita. Tuttavia, buona parte di queste risorse, e
parliamo di decine di milioni di euro, deve ancora essere erogata
ai nostri sindaci, a causa delle azioni dei concessionari, che
hanno fatto ricorso contro qualsiasi disposizione normativa e
che, finora, hanno perso tutte le cause a riguardo".
"Attenderemo gli sviluppi, ma non si può comunque dimenticare
-precisa Capozzi - la scadenza del 2029 che è ormai proprio
dietro l'angolo. Leggere di rinnovi agli attuali gestori, a
fronte di cospicui investimenti, nella speranza di poter avviare
partnership pubblico-private, ci lascia molto perplessi.
Partiremmo comunque da una situazione di svantaggio, perché
difficilmente chi si vedrà rinnovare la concessione - sottolinea
la rappresentante del M5S - vorrà cedere la Maggioranza della
propria società".
"Se è questo che si vuole, senza applicare così la legge
regionale, l'assessore regionale Fabio Scoccimarro - conclude
Capozzi - farebbe bene a dirlo, senza nascondersi dietro a troppi
rimpalli di responsabilità verso altri".
ACON/COM/sm