SCUOLA. FASIOLO (PD): PIÙ RISORSE PER SUPERARE DIFFICOLTÀ LINGUISTICHE
(ACON) Trieste, 25 set - "Il tetto del 30 per cento esiste già,
ma la sua interpretazione è nebulosa. Non c'è, infatti, il
decreto che tutti annunciano, mentre si susseguono interviste e
dichiarazioni insensate su semplici bozze e norme ritirate, al
centro di un dibattito dalla funzione elettoralistica. Una
piazzata ad anno scolastico già avviato. Un decreto
normativamente, oggi, inapplicabile. La vera questione che ci
riguarda è come evitare la creazione di classi-ghetto, è dare
alle scuole gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà
linguistiche di studenti privi di una adeguata conoscenza della
lingua e neoinseriti nel nostro Paese".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd), prima firmataria di due mozioni sui temi dell'integrazione
linguistica e della popolazione scolastica nelle classi.
"Servono più insegnanti di italiano certificati come L2 -
sottolinea la dem -, con pacchetti orari dedicati, un sostegno
economico (richiesto nella mozione) ai docenti che vogliono
specializzarsi nell'insegnamento della lingua e risorse alle
scuole per inserire ore di L2 come potenziamento. È su questo che
bisogna investire, anziché alimentare un dibattito sterile sulla
soglia del 30 per cento, per di più in assenza di un decreto".
Con una delle mozioni Fasiolo chiede alla Regione di "sostenere
la specializzazione dei docenti e di intervenire presso il
Ministero dell'Istruzione e del Merito e l'Ufficio scolastico
regionale per aumentare le ore di italiano L2".
"Non possiamo chiedere agli istituti di gestire situazioni sempre
più complesse - spiega la dem - senza fornire loro
professionalità e risorse adeguate".
La seconda mozione affronta il tema alla luce del calo della
popolazione scolastica. "La diminuzione degli alunni non deve
tradursi automaticamente in meno classi e meno organico. Può
invece essere l'occasione - spiega Fasiolo - per ridurre il
numero di studenti per classe e migliorare la qualità della
didattica. Meno studenti per classe, non meno classi
dunque.L'obiettivo deve essere evitare concentrazioni e
separazioni e garantire a ogni studente gli strumenti per
imparare l'italiano e partecipare pienamente alla vita
scolastica".
"L'integrazione - conclude Fasiolo - si costruisce con insegnanti
preparati, ore dedicate e risorse alle scuole, non con annunci
sul nulla. Non è mai accaduto nella mia lunga esperienza
scolastica, che all'interno degli organi di Governo si discuta
degli effetti di un decreto che ancora non esiste".
ACON/COM/aa