NUCLEARE. CAPOZZI (M5S): PROMESSE VUOTE, NIENTE RISPOSTE A CAROENERGIA
(ACON) Trieste, 25 set - "Il disegno di legge attualmente sul
tavolo delle discussioni, al di là degli sterili annunci, rischia
di dire molto poco sul piano delle soluzioni concrete. Sancisce
il ritorno del nucleare, ma lascia aperte questioni fondamentali:
a partire dalla gestione e dallo stoccaggio delle scorie
radioattive". La consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento
5 Stelle), attraverso una nota stampa, prende nuovamente la
parola sul delicato tema del nucleare e specifica che "ci
troviamo di fronte all'ennesima deriva della propaganda
ideologica: soluzioni gridate come punto d'arrivo e presentate
come immediate quando invece, nella realtà dei fatti, potrebbero
produrre risultati concreti, se e quando saranno disponibili, tra
una ventina d'anni".
"Il fulcro della proposta - aggiunge l'esponente pentastellata -
sembra essere rappresentato dai cosiddetti minireattori,
presentati quasi come impianti semplici da installare e
immediatamente disponibili. La realtà, tuttavia, è ben diversa:
sono necessari siti idonei, infrastrutture adeguate, sistemi di
sicurezza complessi, autorizzazioni, investimenti e, soprattutto,
amministrazioni e comunità locali disposte ad accogliere questi
impianti".
"Nel frattempo, di fronte agli aumenti delle bollette, si sta
facendo passare furbescamente l'idea - dice Capozzi - che, poiché
le rinnovabili da sole non sarebbero sufficienti a risolvere ogni
problema, l'alternativa obbligata debba essere il nucleare. Si
tratta però di una semplificazione che rischia di trasformare una
questione energetica complessa in uno slogan".
"Fedriga e Scoccimarro - sottolinea ancora la rappresentante del
M5S - si dichiarano oggi favorevoli. Forse l'idea, da sola, è
sufficiente per creare entusiasmo, ma lo stesso ministro Pichetto
Fratin ha riconosciuto che molte valutazioni devono ancora essere
effettuate sulla base di dati oggettivi e che le decisioni
definitive spetteranno al prossimo Governo. Ed è proprio questo
il punto: mentre famiglie e imprese affrontano oggi il
caroenergia, ci viene proposta come risposta una tecnologia che
non è ancora disponibile sul mercato e i cui tempi di
realizzazione sono necessariamente lunghi".
"È difficile, perciò, non vedere la reale contraddizione. Il
problema delle bollette - conclude Capozzi - è oggi. Le famiglie
pagano oggi. Le imprese pagano oggi. Non si può rispondere a
un'emergenza attuale con una promessa tecnologica proiettata nel
futuro. Questa non è una risposta al caroenergia: è, molto
semplicemente, l'ennesima promessa vuota".
ACON/COM/aa