SERVIZIO IDRICO TS. MORETUZZO (PAT-CIV): PRIMA PIANO AMBITO POI GESTORE
(ACON) Trieste, 28 set - "Torna a scaldarsi il tema
dell'affidamento del Sistema idrico integrato a Trieste. Una
questione di grande attualità e urgenza che non riguarda solo
Trieste, ma il futuro della Regione". Così Massimo Moretuzzo,
presidente del Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, a margine della
conferenza stampa convocata dal Gruppo consiliare regionale
insieme ad Adesso Trieste per fare il punto sulla gestione
dell'acqua a Trieste.
"C'è un tema ambientale, basti pensare al rischio di carenza
idrica vissuto la scorsa estate - rammenta Moretuzzo nella sua
nota congiunta con il capogruppo di Adesso Trieste, Riccardo
Laterza -, ma anche un tema di democrazia e futuro dei servizi
pubblici locali di interesse generale".
Dai due consiglieri arriva "un riassunto di quella che è una
questione decisamente complessa da un punto di vista tecnico e
politico, su cui cerchiamo da tempo di fare chiarezza in vista
della scadenza dell'affidamento ad Acegas (31 dicembre 2027).
Nell'audizione comunale del 16 giugno scorso, il direttore di
Ausir, Del Ben, ha confermato che non risulta approvato alcun
Piano d'ambito relativo all'ambito territoriale ottimale, che
dovrebbe essere quello dell'intera regione. Infatti, secondo
l'autorità, l'aggiornamento del Piano, seppur riconosciuto come
necessario, può avvenire solo a valle dell'affidamento della
gestione. In più, Ausir afferma che sia impossibile approvare il
Piano perché sono attualmente presenti più di un gestore di
servizio idrico".
"A fronte di queste posizioni, abbiamo chiesto allo studio Llpt
Legal di elaborare un parere pro veritate sul tema, trattandosi
di una questione complessa, con molte fonti normative e tanta
giurisprudenza in merito. I punti essenziali che emergono dal
parere sono tre. In primis, le scelte pianificatorie devono
essere anteposte alla gestione. In secondo luogo, il Piano locale
in vigore è certamente ancora vigente ma funzionale all'ordinaria
amministrazione, e non può essere considerato quindi valido di
fronte a una scelta che si colloca su una scala regionale e su un
orizzonte temporale così esteso, visto che la scadenza del nuovo
affidamento sarebbe il 2039. Infine, sul tema dei rifiuti,
disciplinato dalla stessa legge regionale del 2016 - aggiunge
l'autonomista -, è stato realizzato un piano di gestione in
presenza di ben 9 gestori separati, contraddicendo l'obiezione di
Ausir".
"Durante la conferenza stampa - fa sapere ancora Moretuzzo - dai
legali è stata evidenziata la complessità del tema, ma anche la
chiarezza della normativa e della giurisprudenza, per cui ci sono
precedenti giudiziari che vanno in direzione nettamente contraria
a quella espressa da Ausir. Proseguire in questa direzione
potrebbe pertanto prefigurare un vizio dell'atto amministrativo
dell'affidamento, con un conseguente possibile contenzioso. Il
parere presentato dai legali sostiene, quindi, la necessità di
fare un passo indietro e ripartire dal Piano d'ambito regionale.
Questo parere verrà ora trasmesso a tutti i soggetti chiamati a
decidere di questo percorso. Non è un passaggio che riguarda una
mera formalità, è un passaggio storico: si tratta di un servizio
essenziale, la sua corretta gestione è un tema che deve
riguardare la politica, non si può usare la normativa per
giustificare ex post delle scelte ingiustificabili. Abbiamo
lavorato perché il tema diventasse di dominio pubblico, perché
l'interesse, essendo un bene indispensabile per la vita umana, è
evidentemente collettivo".
ACON/COM/rcm