SIMBOLI. PELLEGRINO (AVS): BANDIERA STORICA FRIULI NON È DI PARTITO
(ACON) Trieste, 28 set - "L'utilizzo della bandiera storica del
Friuli sul prato di Pontida, da parte degli esponenti friulani e
giuliani della Lega, rappresenta un fatto politico grave e un uso
improprio che va fermamente stigmatizzato. Il fatto che non sia
stata sventolata la bandiera istituzionale della Regione Friuli
Venezia Giulia non attenua la gravità dell'episodio, in quanto i
simboli identitari appartengono alla collettività, non a un
singolo partito". Così risponde la consigliera regionale Serena
Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), al collega Antonio
Calligaris aggiungendo che "il capogruppo della Lega ammette che
sia stata utilizzata la bandiera della Patria del Friuli, una
bandiera istituzionale riconosciuta con la Lr. 6/2015 a prima
firma del consigliere Alessandro Tesini del Pd".
"Questa legge - sottolinea l'esponente AVS - ha formalmente
riconosciuto la 'bandiera della comunità friulana', definendola
come la bandiera storica del Friuli e ne stabiliscono l'uso e i
criteri per l'esposizione".
"L'impianto normativo - incalza Pellegrino - sancisce in modo
inequivocabile che quel vessillo è patrimonio esclusivo della
collettività, esattamente come quella della Regione autonoma Fvg,
e della cultura friulana. Non sono ammesse altre appartenenze, né
tantomeno strumentalizzazioni di partito".
"Siamo di fronte - prosegue la consigliera - a una questione
culturale profonda e di un esplicito abuso dei simboli
istituzionali. La Lega non può appropriarsi di un emblema che
unisce un intero popolo per farne un feticcio da propaganda
all'interno di un raduno di partito, utilizzandola anche come
tovaglia dove mangiare e bere".
Secondo l'esponente rossoverde, "questo tentativo di piegare la
storia e l'identità friulana a logiche di fazione deve essere
respinto con forza per la tutela della dignità e dell'autonomia
culturale del nostro territorio. Il percorso per arrivare al
riconoscimento dell'identità friulana, con i suoi simboli, ha
occupato studiosi e storici, e ha attraversato 10 secoli".
"Forse il collega non ha mai superato il fiume Isonzo - conclude
pellegrino - e non è a conoscenza dell'importante dibattito che
si è svolto, fin dai primi anni settanta del secolo scorso, in
Friuli. Sarà utile fargli pervenire sia il testo di legge che la
ricca bibliografia da cui potrà apprendere molto di più di quanto
può imparare dal prato di Pontida".
ACON/COM/aa