REGENI. PELLEGRINO (AVS): SENTENZA FISSA PRINCIPIO INVALICABILE
(ACON) Trieste, 29 set - "La sentenza di primo grado della Corte
d'Assise di Roma, che ha condannato tre agenti dei servizi
segreti egiziani per il solo sequestro di Giulio Regeni,
rappresenta un passo storico e una parziale, ma fondamentale,
vittoria contro il muro di gomma dell'impunità".
Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della sentenza per la morte
di Giulio Regeni che ha visto la condanna a 10 anni di carcere
per tre dei quattro 007 egiziani.
"Abbiamo assistito, per oltre dieci anni, al boicottaggio
sistematico da parte delle autorità del Cairo, a depistaggi e al
silenzio complice di chi ha tentato in ogni modo di proteggere i
responsabili di un crimine di Stato. Se oggi siamo arrivati a
questo verdetto - evidenzia Pellegrino - lo dobbiamo soprattutto
alla straordinaria e instancabile determinazione di Paola e
Claudio Regeni, all'avvocata Alessandra Ballarini e a quel
'popolo giallo' che non ha mai smesso di pretendere giustizia,
battendosi contro un regime autoritario".
Sotto il profilo strettamente politico, l'esponente di Avs sposta
l'accento sulle responsabilità dei governi italiani ed europei:
"Questo giudizio demolisce anni di ipocrisie diplomatiche. Non si
possono più barattare - sottolinea la consigliera - i diritti
umani e il sangue di un giovane ricercatore con gli accordi
commerciali, la vendita di armi o i patti di contenimento dei
flussi migratori stretti con Al-Sisi. La violenza metodica
ordinata e difesa da apparati statali stranieri non può trovare
legittimazione nelle prassi della realpolitik".
"La condanna degli 007 egiziani, seppur giudicati in contumacia a
causa dell'ostruzionismo da parte degli organi di governo
egiziani, fissa un principio democratico invalicabile - incalza
l'esponente regionale -: nessun apparato di sicurezza è al di
sopra dei diritti umani che restano assolutamente inviolabili".
"Chiediamo che il Governo italiano esca dall'ambiguità - conclude
Pellegrino -, prenda atto di questa verità processuale e pretenda
l'immediata esecuzione delle misure, chiarendo una volta per
tutte le responsabilità politiche, perché non si possono
normalizzare i rapporti con un regime che tortura e uccide i
nostri cittadini se prima non si dà seguito alla sentenza".
ACON/COM/sm