VAJONT. HONSELL (OPEN): IL RISPETTO PER I MORTI RICHIEDE TRASPARENZA
(ACON) Trieste, 29 set - "Già lo scorso 25 giugno, come Open
Sinistra Fvg avevamo denunciato la scarsa chiarezza di un
progetto come la nuova centrale idroelettrica sul Vajont, che non
prevede neppure il passaggio attraverso la Valutazione di impatto
ambientale (Via). Ad oggi non sono chiari né i canoni che
riceverebbero i cittadini di Erto e Casso, né le opere di
compensazione, né quanto e come si intende scavare nella roccia,
né quali saranno le metodologie per ridurre l'impatto dei lavori,
ma soprattutto, ed è la cosa più importante, non è chiaro se i
cittadini di Erto e Casso vogliano o non vogliano un'opera come
quella prevista sul Vajont".
Così in una nota il consigliere regionale Furio Honsell (Open
Sinistra Fvg), che prosegue: "Al di là degli imprenditori e degli
amministratori, devono essere proprio i cittadini, che sono gli
eredi di quell'immane tragedia, a doversi esprimere attraverso un
dibattito pubblico sugli aspetti etici, economici e tecnici.
Rendere possibile questo dibattito pubblico è la sola risposta
che la politica può e deve dare per rispetto delle vittime, e per
dimostrare che una lezione è stata appresa dalle migliaia di
morti dalle tremende conseguenze del disastro di 53 anni fa.
Proprio in questo senso intendiamo chiedere alla Regione
audizioni e trasparenza".
"Solo pochi giorni fa - aggiunge Honsell - l'assessore Anzil,
rispondendo a Carli in Consiglio regionale sul mancato ingresso
nella fondazione Vajont con la giustificazione di quote
sproporzionate, ha ribadito comunque a parole l'importanza di
coltivare la memoria di quella tragedia che ha colpito la nostra
comunità. Eppure, non entrando nella fondazione si lascia che ne
facciano parte e decidano come far conoscere quella vicenda gli
eredi di quelle aziende che furono riconosciute colpevoli. La
fondazione Vajont infatti gestisce le visite, la formazione delle
guide e l'organizzazione degli eventi di ricordo".
"Stupisce che di fronte alla scadenza odierna per la
presentazione di osservazioni al Tribunale delle acque sulla
centralina idroelettrica, assistiamo al silenzio e
all'immobilismo delle istituzioni, lasciando che a muoversi in
solitaria sia solo l'Associazione Vajont. Luoghi simbolo di una
ferita così profonda per la nostra comunità regionale non si
difendono con la sola retorica o con risposte burocratiche. Se si
riconosce il valore inestimabile di quella memoria - conclude il
consigliere -, la Regione e gli enti locali devono utilizzare
tutti gli strumenti giuridici a disposizione per restituire
dignità e un ruolo da protagonisti ai cittadini. Su queste
vicende servono coerenza e atti concreti, non lasciare andare
avanti passivamente le proposte in ossequio a interessi mai
chiariti."
ACON/CON/rm