TERRITORIO. MORETTI (PD): NO DDL 90, RIFORMA CENTRALISTA E FRETTOLOSA
(ACON) Trieste, 29 set - "Diamo un giudizio negativo al disegno
di legge 90 quanto a Piano di governo del territorio, che per
questo ha avuto la nostra bocciatura in IV Commissione. La linea
della Direzione regionale del Pd, condivisa dal Gruppo consiliare
Fvg, è di ferma opposizione a questa riforma centralista, che
concentra nella Regione la pianificazione di area vasta lasciando
ai Comuni un ruolo subordinato ed esecutivo. Nei 115 emendamenti
presentati, ci sono contenuti che prospettano una visione
completamente diversa su cui sfidiamo la Maggioranza". Il
capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, in una
nota esprime con la segretaria regionale del partito, Caterina
Conti, la sua valutazione al ddl 90 alla vigilia dell'esame in
Aula.
Moretti ritiene "molto grave l'assenza di un collegamento forte
tra governo del territorio e strategia economica, inaccettabile
la riduzione del peso dei sindaci e delle amministrazioni locali
nella definizione degli obiettivi di lungo periodo dei propri
territori. E sbagliata è la fretta con cui la Guinta Fedriga ha
voluto arrivare al voto, che non ha permesso di informare,
verificare e costruire decisioni condivise".
"Una pianificazione capace di preparare i territori alla nuova
economia, rigenerare le aree esistenti e collegare industria,
energia, digitale, logistica, infrastrutture e servizi" è la
richiesta, riportata nella nota congiunta, in merito alle aree
industriali e ai loro servizi. "Devono far parte di una strategia
regionale unitaria e non diventare territori staccati dalle
scelte dei Comuni. Prima di pianificare nuove aree produttive, la
Regione dovrebbe chiarire quale sistema industriale vuole
sostenere nei prossimi vent'anni".
"Riguardo la montagna, non è soltanto una destinazione per il
turismo ma un territorio abitato che ha bisogno di scuole,
sanità, trasporti, lavoro e servizi durante tutto l'anno: qui ci
sono persone con cui confrontarsi. Analogamente, sulle grandi
infrastrutture - è la chiosa - le decisioni si devono costruire
con i Comuni e non possono arrivare già disegnate sui territori".
ACON/COM/rcm