TERRITORIO/1. BUNA-TRELEANI-DI BERT-LOBIANCO: COORDINAMENTO RAFFORZATO
(ACON) Trieste, 29 set - Aggiornare gli strumenti urbanistici
del Friuli Venezia Giulia, privilegiare il recupero del
patrimonio esistente e contenere il consumo di suolo, coniugando
sviluppo economico, sostenibilità e qualità della vita. È la
linea comune delle quattro relazioni di maggioranza che
accompagnano in Aula il disegno di legge 90, Riforma del governo
del territorio. I relatori, Lucia Buna (Lega), Igor Treleani
(Fratelli d'Italia), Mauro Di Bert (Fedriga presidente) e Michele
Lobianco (Forza Italia), hanno sottolineato il confronto con i
portatori di interesse e hanno condiviso la necessità di superare
un impianto risalente agli anni Settanta, rafforzando il
coordinamento tra Regione ed enti locali e salvaguardando le
responsabilità dei Comuni.
Buna ha collegato la riforma anche "al ruolo del Fvg come
piattaforma logistica strategica nel cuore dell'Europa" e ha
sottolineato come "sviluppo produttivo e infrastrutturale devono
accompagnarsi al rispetto dell'ambiente e delle specificità
regionali; il recupero di ex caserme e aree industriali dismesse
dovrà offrire un'alternativa concreta all'utilizzo di nuovo
suolo".
"La riforma del territorio introdotta dal ddl - ha sottolineato
Buna - si articola pertanto su quattro pilastri principali. Nuova
governance: la pianificazione intermedia confluisce nel Piano di
governo del territorio (Pgt) regionale. Regione e Comuni
gestiranno lo sviluppo d'intesa tramite la copianificazione.
Sostenibilità e flessibilità: addio alla vecchia zonizzazione
rigida. Spazio a modelli flessibili contro il consumo di suolo,
per la rigenerazione urbana e la resilienza climatica. Fase
transitoria garantita: i Comuni avranno tempo e supporto
tecnico/formativo per adeguare i propri piani senza bloccare le
attività. Tutela del paesaggio confermata: rimane netta la
separazione tra Pgt (urbanistica) e Ppr (paesaggio). Resta
pienamente in vigore la legge regionale 5/2007".
Infine la consigliera leghista ha rivendicato "il confronto
avviato a inizio legislatura" e valorizzato "l'accoglimento di
emendamenti delle Opposizioni su equità territoriale, adattamento
climatico e contenimento del consumo di suolo". Da qui l'auspicio
di "un'ampia convergenza tra tutti i Gruppi politici".
Treleani ha concentrato l'attenzione sulla responsabilità delle
scelte, ricorando che "noi consiglieri siamo legislatori e non
urbanisti o tecnici" e ha aggiunto che "la politica ascolta,
valuta e decide. Al legislatore spetta indicare obiettivi e
direzione, avvalendosi delle competenze tecniche". L'esponente di
FdI ha distinto quindi la riforma dal futuro Pgt: "La legge
stabilisce competenze e procedure, il Piano le tradurrà in scelte
concrete. Il coordinamento sovracomunale non dovrà ridimensionare
le amministrazioni locali. Decisiva sarà l'attuazione, attraverso
procedure chiare, adeguato sostegno ai Comuni e leale
collaborazione tra istituzioni".
"Il provvedimento in esame - ha ricordato - non coincide con il
futuro Pgt. La legge e il Piano svolgono funzioni diverse: la
legge definisce il sistema, individua i livelli di governo,
disciplina le competenze, le procedure e gli strumenti. Il Pgt
sarà, invece, il documento strategico attraverso il quale la
Regione tradurrà queste regole in scelte pianificatorie concrete.
Confondere i due Piani significherebbe attribuire alla legge
responsabilità che appartengono invece alla successiva fase
pianificatoria".
Di Bert ha individuato il cambio di prospettiva nel principio
secondo cui "una Regione che vuole crescere non deve
necessariamente occupare nuovo territorio". Nella sua
esposizione, ha tracciato alcune linee: "Il superamento delle
zonizzazioni rigide e nuovi Programmi operativi dovranno favorire
rigenerazione e investimenti, mentre i dodici Sistemi
territoriali locali e gli enti di area vasta serviranno a
contrastare frammentazioni e sovrapposizioni". Il capogruppo di
Fp ha posto al centro "la città pubblica, con servizi di qualità,
sicurezza e raccordo con le politiche abitative". Ha richiamato
inoltre "i rinnovati strumenti di perequazione e compensazione
urbanistica, da gestire a livello intermedio e comunale secondo
obiettivi di equità e trasparenza. La transizione sarà
accompagnata dall'adeguamento dei Piani comunali e dal
mantenimento dei regolamenti vigenti fino all'entrata in vigore
dei nuovi". In conclusione Di Bert ha affermato "Non stiamo
semplicemente cambiando le regole urbanistiche, stiamo cambiando
il modo con cui la Regione guarda al proprio territorio".
Lobianco ha insistito su "maggiore autonomia ai Comuni, anche
riducendo l'intervento istruttorio regionale sulle varianti,
mentre alla Regione restano indirizzo, monitoraggio e verifica;
sul ruolo delle Province che contribuiranno al raccordo
istituzionale e alla pianificazione, dalle analisi demografiche e
socioeconomiche alla viabilità, alle reti ecologiche e alla
mobilità sostenibile. La sicurezza entrerà nelle scelte
urbanistiche, fino alla possibilità di delocalizzare gli
insediamenti maggiormente esposti ai rischi, affiancando
infrastrutture verdi e blu e gestione sostenibile delle acque".
Il consigliere di FI ha anche evidenziato che "i servizi dovranno
essere dimensionati sui fabbisogni effettivi dei territori. Le
dotazioni comprenderanno anche edilizia residenziale pubblica e a
prezzo calmierato, residenze temporanee e aree di valore
ecologico". E ha richiamato "la compensazione con superfici
permeabili, rinaturalizzate e destinate a verde almeno
equivalenti, con disposizioni specifiche per opere pubbliche o di
interesse pubblico, agglomerati industriali di interesse
regionale ed edilizia residenziale pubblica".
"A verificare gli effetti della pianificazione - ha dettagliato
infine Lobianco - concorreranno la Valutazione ambientale
strategica e l'Osservatorio regionale, attraverso indicatori e
obiettivi riferiti al 2030 e al 2050. La Banca dati della
pianificazione costituirà il patrimonio informativo comune, che i
Comuni dovranno utilizzare e aggiornare. Al regolamento
attuativo, da definire nel confronto con gli enti locali e i
soggetti interessati, spetterà precisare contenuti dei piani,
modalità di copianificazione, requisiti degli strumenti attuativi
e criteri per quantificare i servizi e verificare le alternative
al consumo di suolo, anche su scala sovracomunale".
1 - segue
ACON/RM-rcm