TERRITORIO/1. BUNA-TRELEANI-DI BERT-LOBIANCO: COORDINAMENTO RAFFORZATO


TERRITORIO/1. BUNA-TRELEANI-DI BERT-LOBIANCO: COORDINAMENTO RAFFORZATO

30.09.2026
11:40
(ACON) Trieste, 29 set - Aggiornare gli strumenti urbanistici del Friuli Venezia Giulia, privilegiare il recupero del patrimonio esistente e contenere il consumo di suolo, coniugando sviluppo economico, sostenibilità e qualità della vita. È la linea comune delle quattro relazioni di maggioranza che accompagnano in Aula il disegno di legge 90, Riforma del governo del territorio. I relatori, Lucia Buna (Lega), Igor Treleani (Fratelli d'Italia), Mauro Di Bert (Fedriga presidente) e Michele Lobianco (Forza Italia), hanno sottolineato il confronto con i portatori di interesse e hanno condiviso la necessità di superare un impianto risalente agli anni Settanta, rafforzando il coordinamento tra Regione ed enti locali e salvaguardando le responsabilità dei Comuni.

Buna ha collegato la riforma anche "al ruolo del Fvg come piattaforma logistica strategica nel cuore dell'Europa" e ha sottolineato come "sviluppo produttivo e infrastrutturale devono accompagnarsi al rispetto dell'ambiente e delle specificità regionali; il recupero di ex caserme e aree industriali dismesse dovrà offrire un'alternativa concreta all'utilizzo di nuovo suolo".

"La riforma del territorio introdotta dal ddl - ha sottolineato Buna - si articola pertanto su quattro pilastri principali. Nuova governance: la pianificazione intermedia confluisce nel Piano di governo del territorio (Pgt) regionale. Regione e Comuni gestiranno lo sviluppo d'intesa tramite la copianificazione. Sostenibilità e flessibilità: addio alla vecchia zonizzazione rigida. Spazio a modelli flessibili contro il consumo di suolo, per la rigenerazione urbana e la resilienza climatica. Fase transitoria garantita: i Comuni avranno tempo e supporto tecnico/formativo per adeguare i propri piani senza bloccare le attività. Tutela del paesaggio confermata: rimane netta la separazione tra Pgt (urbanistica) e Ppr (paesaggio). Resta pienamente in vigore la legge regionale 5/2007".

Infine la consigliera leghista ha rivendicato "il confronto avviato a inizio legislatura" e valorizzato "l'accoglimento di emendamenti delle Opposizioni su equità territoriale, adattamento climatico e contenimento del consumo di suolo". Da qui l'auspicio di "un'ampia convergenza tra tutti i Gruppi politici".

Treleani ha concentrato l'attenzione sulla responsabilità delle scelte, ricorando che "noi consiglieri siamo legislatori e non urbanisti o tecnici" e ha aggiunto che "la politica ascolta, valuta e decide. Al legislatore spetta indicare obiettivi e direzione, avvalendosi delle competenze tecniche". L'esponente di FdI ha distinto quindi la riforma dal futuro Pgt: "La legge stabilisce competenze e procedure, il Piano le tradurrà in scelte concrete. Il coordinamento sovracomunale non dovrà ridimensionare le amministrazioni locali. Decisiva sarà l'attuazione, attraverso procedure chiare, adeguato sostegno ai Comuni e leale collaborazione tra istituzioni".

"Il provvedimento in esame - ha ricordato - non coincide con il futuro Pgt. La legge e il Piano svolgono funzioni diverse: la legge definisce il sistema, individua i livelli di governo, disciplina le competenze, le procedure e gli strumenti. Il Pgt sarà, invece, il documento strategico attraverso il quale la Regione tradurrà queste regole in scelte pianificatorie concrete. Confondere i due Piani significherebbe attribuire alla legge responsabilità che appartengono invece alla successiva fase pianificatoria".

Di Bert ha individuato il cambio di prospettiva nel principio secondo cui "una Regione che vuole crescere non deve necessariamente occupare nuovo territorio". Nella sua esposizione, ha tracciato alcune linee: "Il superamento delle zonizzazioni rigide e nuovi Programmi operativi dovranno favorire rigenerazione e investimenti, mentre i dodici Sistemi territoriali locali e gli enti di area vasta serviranno a contrastare frammentazioni e sovrapposizioni". Il capogruppo di Fp ha posto al centro "la città pubblica, con servizi di qualità, sicurezza e raccordo con le politiche abitative". Ha richiamato inoltre "i rinnovati strumenti di perequazione e compensazione urbanistica, da gestire a livello intermedio e comunale secondo obiettivi di equità e trasparenza. La transizione sarà accompagnata dall'adeguamento dei Piani comunali e dal mantenimento dei regolamenti vigenti fino all'entrata in vigore dei nuovi". In conclusione Di Bert ha affermato "Non stiamo semplicemente cambiando le regole urbanistiche, stiamo cambiando il modo con cui la Regione guarda al proprio territorio".

Lobianco ha insistito su "maggiore autonomia ai Comuni, anche riducendo l'intervento istruttorio regionale sulle varianti, mentre alla Regione restano indirizzo, monitoraggio e verifica; sul ruolo delle Province che contribuiranno al raccordo istituzionale e alla pianificazione, dalle analisi demografiche e socioeconomiche alla viabilità, alle reti ecologiche e alla mobilità sostenibile. La sicurezza entrerà nelle scelte urbanistiche, fino alla possibilità di delocalizzare gli insediamenti maggiormente esposti ai rischi, affiancando infrastrutture verdi e blu e gestione sostenibile delle acque".

Il consigliere di FI ha anche evidenziato che "i servizi dovranno essere dimensionati sui fabbisogni effettivi dei territori. Le dotazioni comprenderanno anche edilizia residenziale pubblica e a prezzo calmierato, residenze temporanee e aree di valore ecologico". E ha richiamato "la compensazione con superfici permeabili, rinaturalizzate e destinate a verde almeno equivalenti, con disposizioni specifiche per opere pubbliche o di interesse pubblico, agglomerati industriali di interesse regionale ed edilizia residenziale pubblica".

"A verificare gli effetti della pianificazione - ha dettagliato infine Lobianco - concorreranno la Valutazione ambientale strategica e l'Osservatorio regionale, attraverso indicatori e obiettivi riferiti al 2030 e al 2050. La Banca dati della pianificazione costituirà il patrimonio informativo comune, che i Comuni dovranno utilizzare e aggiornare. Al regolamento attuativo, da definire nel confronto con gli enti locali e i soggetti interessati, spetterà precisare contenuti dei piani, modalità di copianificazione, requisiti degli strumenti attuativi e criteri per quantificare i servizi e verificare le alternative al consumo di suolo, anche su scala sovracomunale".

1 - segue ACON/RM-rcm



  • I lavori dell'Aula
    I lavori dell'Aula
  • Lucia Buna (Lega)
    Lucia Buna (Lega)
  • Igor Treleani (Fratelli d'Italia)
    Igor Treleani (Fratelli d'Italia)
  • Mauro Di Bert (Fedriga presidente)
    Mauro Di Bert (Fedriga presidente)
  • Michele Lobianco (Forza Italia)
    Michele Lobianco (Forza Italia)