TERRITORIO/2. MORETTI-PUTTO-PELLEGRINO: IN DDL 90 FRETTA E CENTRALISMI


TERRITORIO/2. MORETTI-PUTTO-PELLEGRINO: IN DDL 90 FRETTA E CENTRALISMI

30.09.2026
11:53
(ACON) Trieste, 29 set - Metodo frettoloso, centralismo regionale e maglie ancora troppo larghe sul consumo di suolo. Sono i principali elementi di criticità emersi dalle relazioni per la minoranza al disegno di legge 90, Riforma del governo del territorio, firmate da Diego Moretti (Pd), Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra).

Le Opposizioni condividono alcuni principi cardine della riforma, a partire dal superamento della zonizzazione e dalla necessità di una pianificazione di area vasta, ma chiedono al Centrodestra una reale disponibilità al confronto durante l'esame degli emendamenti, consapevoli che si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza, destinato ad avere ricadute per decenni sul territorio e a sostituire, dopo quasi cinquant'anni, lo storico Piano urbanistico regionale generale (Purg).

Sulla novità del livello intermedio di pianificazione, Moretti ha ravvisato il rischio di "un'imposizione dall'alto che penalizza l'autonomia politica e decisionale dei Comuni", giudicando al contempo "troppo deboli le competenze assegnate alle Province. La vera sfida non è utilizzare le difficoltà dei Comuni per accentrare potere sulla Regione, ma definire cosa devono fare i Comuni e quali competenza assegnare loro" ha aggiunto, identificando come "un salto nel buio i nuovi accordi di pianificazione. Le norme sul consumo di suolo, poi, escludono le previsioni dei Piani comunali vigenti penalizzando le amministrazioni virtuose che avevano già tagliato le cubature edificabili". Criticità che hanno portato il Gruppo del Pd, unico, a bocciare il testo in Commissione e a presentare 115 emendamenti da discutere in Aula.

"Rigenerazione urbana, adattamento ai cambiamenti climatici e visione di area vasta sono obiettivi condivisibili, ma una legge è valida solo se concretamente applicabile", ha dichiarato Putto, aggiungendo che "le scelte urbanistiche hanno una natura politica prima ancora che tecnica, per questo i Comuni devono essere coinvolti attivamente nelle decisioni sui Sistemi territoriali locali". Per il consumo di suolo secondo il consigliere "servono criteri severi, misurabili e deroghe minime. Tra le priorità indicate negli emendamenti del Gruppo figurano l'integrazione tra pianificazione, politiche dei servizi e opere pubbliche (anche in chiave transfrontaliera), la valorizzazione dei domini collettivi, il rapporto tra sistema portuale e tessuto urbano e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.

"Decidere come usare risorse scarse come acqua, suolo e paesaggio significa stabilire che regione lasciare al futuro e come vivere oggi". Pellegrino ha inquadrato così la portata della riforma. Pur apprezzando la centralità della Valutazione ambientale strategica, ha denunciato "troppe scappatoie sul consumo di suolo" e prospettato due rischi: "I Piani attuativi comunali privati potrebbero diventare un cavallo di Troia per nuove opere edilizie e la rigenerazione urbana una copertura per le speculazioni". Per questo ha chiesto di "dare priorità all'edilizia pubblica, contrastando anche le disuguaglianze territoriali". Infine ha ribadito la sovraordinazione del Piano paesaggistico regionale rispetto al Piano di governo del territorio, definiti complementari nel ddl 90, la centralità del Sistema verde-blu e la necessità di garantire una reale partecipazione dei cittadini alla pianificazione territoriale.

Ha quindi preso il via la discussione generale in Aula.

2 - segue ACON/AA-rcm



  • I lavori dell'Aula
    I lavori dell'Aula
  • Diego Moretti (Pd)
    Diego Moretti (Pd)
  • Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
    Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg)
  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)