TERRITORIO/2. MORETTI-PUTTO-PELLEGRINO: IN DDL 90 FRETTA E CENTRALISMI
(ACON) Trieste, 29 set - Metodo frettoloso, centralismo
regionale e maglie ancora troppo larghe sul consumo di suolo.
Sono i principali elementi di criticità emersi dalle relazioni
per la minoranza al disegno di legge 90, Riforma del governo del
territorio, firmate da Diego Moretti (Pd), Marco Putto (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) e Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e
Sinistra).
Le Opposizioni condividono alcuni principi cardine della riforma,
a partire dal superamento della zonizzazione e dalla necessità di
una pianificazione di area vasta, ma chiedono al Centrodestra una
reale disponibilità al confronto durante l'esame degli
emendamenti, consapevoli che si tratta di un provvedimento di
straordinaria importanza, destinato ad avere ricadute per decenni
sul territorio e a sostituire, dopo quasi cinquant'anni, lo
storico Piano urbanistico regionale generale (Purg).
Sulla novità del livello intermedio di pianificazione, Moretti ha
ravvisato il rischio di "un'imposizione dall'alto che penalizza
l'autonomia politica e decisionale dei Comuni", giudicando al
contempo "troppo deboli le competenze assegnate alle Province. La
vera sfida non è utilizzare le difficoltà dei Comuni per
accentrare potere sulla Regione, ma definire cosa devono fare i
Comuni e quali competenza assegnare loro" ha aggiunto,
identificando come "un salto nel buio i nuovi accordi di
pianificazione. Le norme sul consumo di suolo, poi, escludono le
previsioni dei Piani comunali vigenti penalizzando le
amministrazioni virtuose che avevano già tagliato le cubature
edificabili". Criticità che hanno portato il Gruppo del Pd,
unico, a bocciare il testo in Commissione e a presentare 115
emendamenti da discutere in Aula.
"Rigenerazione urbana, adattamento ai cambiamenti climatici e
visione di area vasta sono obiettivi condivisibili, ma una legge
è valida solo se concretamente applicabile", ha dichiarato Putto,
aggiungendo che "le scelte urbanistiche hanno una natura politica
prima ancora che tecnica, per questo i Comuni devono essere
coinvolti attivamente nelle decisioni sui Sistemi territoriali
locali". Per il consumo di suolo secondo il consigliere "servono
criteri severi, misurabili e deroghe minime. Tra le priorità
indicate negli emendamenti del Gruppo figurano l'integrazione tra
pianificazione, politiche dei servizi e opere pubbliche (anche in
chiave transfrontaliera), la valorizzazione dei domini
collettivi, il rapporto tra sistema portuale e tessuto urbano e
un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.
"Decidere come usare risorse scarse come acqua, suolo e paesaggio
significa stabilire che regione lasciare al futuro e come vivere
oggi". Pellegrino ha inquadrato così la portata della riforma.
Pur apprezzando la centralità della Valutazione ambientale
strategica, ha denunciato "troppe scappatoie sul consumo di
suolo" e prospettato due rischi: "I Piani attuativi comunali
privati potrebbero diventare un cavallo di Troia per nuove opere
edilizie e la rigenerazione urbana una copertura per le
speculazioni". Per questo ha chiesto di "dare priorità
all'edilizia pubblica, contrastando anche le disuguaglianze
territoriali". Infine ha ribadito la sovraordinazione del Piano
paesaggistico regionale rispetto al Piano di governo del
territorio, definiti complementari nel ddl 90, la centralità del
Sistema verde-blu e la necessità di garantire una reale
partecipazione dei cittadini alla pianificazione territoriale.
Ha quindi preso il via la discussione generale in Aula.
2 - segue
ACON/AA-rcm