TERRITORIO. MORETTI (PD): LA 5/2007 NON HA BLOCCATO L'URBANISTICA
(ACON) Trieste, 30 set - "La storia dell'urbanistica regionale
va contestualizzata e non si può attribuire alla legge 5/2007 la
responsabilità del blocco della pianificazione comunale. Prima di
quella norma i Comuni continuavano ad adottare nuovi piani
regolatori e ad adeguare quelli esistenti. Il vero cambio di
paradigma è arrivato dal 2008, con la crisi del mercato edilizio,
che ha reso di fatto inutilizzabili molte previsioni edificatorie
già esistenti".
Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio
regionale, Diego Moretti, relatore di minoranza del disegno di
legge 90 sul governo del territorio.
"La 5/2007 - continua Moretti - può essere discussa e valutata
nelle sue priorità, ma definirla una norma 'scellerata' è un
giudizio che non condivido. Proprio negli anni successivi, tra
l'altro, sono stati sviluppati strumenti di pianificazione e
tutela territoriale che prima non avevano trovato adeguata
attuazione. Oggi il contesto è cambiato ed è giusto adeguare gli
strumenti urbanistici, ma senza riscrivere la storia per
giustificare le scelte attuali".
"Quanto al disegno di legge 90 - aggiunge il dem - il nostro
giudizio negativo resta quello espresso in Commissione e i 115
emendamenti presentati ne sono la conferma. Ci sarà modo di
confrontarsi nel merito, anche su alcune proposte della
Maggioranza, ma sorprende che una riforma definita 'epocale'
abbia visto finora un confronto così limitato da parte dei
consiglieri di Maggioranza, affidato sostanzialmente
all'assessore e ai relatori. Le grandi riforme urbanistiche del
passato, dalla 52/1991 alla 5/2007, avevano alle spalle ben altro
dibattito".
Moretti solleva infine "un problema concreto che riguarda il
rapporto con gli enti strumentali. Alcuni consorzi industriali
stanno già chiedendo ai Comuni intese su varianti i cui iter sono
stati avviati sulla base delle regole attuali, anticipando di
fatto gli effetti della nuova disciplina. Questo non è coerente
con il principio di copianificazione e collaborazione che
dovrebbe essere alla base della riforma. Per quanto ci riguarda -
conclude - la posizione espressa in Commissione non cambia:
difficilmente il voto sugli articoli modificherà il giudizio
complessivo sul provvedimento".
ACON/COM/sm