TERRITORIO. GRUPPO PD: PIÙ POTERI ALLA REGIONE, COMUNI A RISCHIO
(ACON) Trieste, 30 set - "La riforma del governo del territorio
affronta un passaggio necessario dopo quasi cinquant'anni, ma
arriva in Aula con tempi troppo accelerati e senza un confronto
adeguato. Il nuovo assetto rafforza il ruolo della Regione e
lascia ancora molti interrogativi sul peso dei Comuni, sulla
pianificazione di area vasta, sul consumo di suolo e sulla reale
partecipazione degli enti locali". È la posizione espressa in una
nota dai consiglieri regionali del Pd Francesco Martines, Laura
Fasiolo, Massimo Mentil, Massimiliano Pozzo e Manuela Celotti
intervenuti oggi in Aula sul disegno di legge 90.
Per Martines "la riforma è necessaria, e vista la portata avrebbe
meritato un preventivo esame con l'opposizione, anche per
eliminare nei Comuni il giustificato timore che il nuovo assetto
possa ridurre funzioni e autonomia dando grandi poteri
decisionali alla Regione. Va chiarito come sarà gestito il
livello intermedio, che sarà fondamentale soprattutto per la
pianificazione e i processi di qualificazione dell'area vasta.
Sul consumo di suolo e sulla rigenerazione delle aree dismesse
(zone industriali, caserme), auspico che la riforma confermi
l'equilibrio tra mondo rurale e industriale che questa regione ha
mantenuto negli ultimi cinquant'anni, grazie anche
all'operatività del Purg".
"Su una riforma di questa portata - secondo Fasiolo - avremmo
dovuto prenderci qualche mese in più. È una vera rivoluzione
copernicana e serviva più tempo per entrare nella sua complessità
e comprenderne fino in fondo le conseguenze. Condividiamo
l'importanza dei temi strategici che guideranno la progettazione
di area vasta, ma crediamo sia necessario superare la
frammentazione dei Piani comunali attraverso un unico Piano
strutturale. Va inoltre valorizzato il percorso partecipativo,
garantendo ai Comuni un ruolo reale nelle scelte e dato un ruolo
più incisivo alla cooperazione transfrontaliera, con Austria e
Slovenia, e interregionale". Infine, Fasiolo "esprime
soddisfazione per l'accoglimento degli emendamenti che
valorizzano i rapporti internazionali con i Paesi confinanti".
Per Mentil "siamo davanti a uno dei ddl più complessi affrontati
finora, ma mi ha lasciato perplesso il modo in cui dal
centrodestra viene celebrato come una riforma epocale. Se
vogliamo parlare di svolta dobbiamo ripartire dalla storia di
cinquant'anni fa e dal contributo dell'architetto carnico Di
Sopra, che con il Piano urbanistico regionale ha dato basi
fondamentali al Friuli e alla ricostruzione dopo il terremoto. I
Comuni furono il motore di quella ripartenza: non devono oggi
essere esautorati delle loro funzioni che furono il perno del
Modello Friuli".
"Si tratta di una riforma strutturale - evidenzia Pozzo - il cui
principale cambiamento riguarda la distribuzione della funzione
di pianificazione urbanistica tra regione, comuni e area vasta.
La Regione ne esce rafforzata, mentre i Comuni appaiono più
deboli e le Province restano fuori dal disegno. In una materia in
cui l'operatività è fondamentale, resta da capire poi se il nuovo
sistema semplificherà davvero i processi o produrrà altra
burocrazia, se i principi indicati troveranno concretezza o
resteranno sulla carta. Infine i tempi accelerati hanno sottratto
spazio al confronto dentro e fuori dal palazzo, cosa che sarebbe
stata utilissima e necessaria".
Per Celotti "insieme alla variante al Pgt, questo disegno di
legge è uno dei passaggi più strategici della legislatura e
proprio per questo avrebbe richiesto più tempo e confronto. Alla
luce del fatto che in questi cinquanta anni è cambiato il mondo
condividiamo la necessità di intervenire sul Purg, e anche
l'importante valenza che assume l'introduzione della
pianificazione di area vasta, ma la copianificazione non può
tradursi in una Regione che definisce i piani e Comuni chiamati
soltanto ad attuarli, perdendo peraltro l'autonomia di definire
un piano struttura. Sulle Province, invece, il ddl non offre
risposte. I nostri numerosi emendamenti dimostrano la volontà di
contribuire concretamente alla riforma".
ACON/COM/rm